Diritti al Punto – Articolo scritto dal’avvocato Andrea Broglia e ed Enrico Fanesi, avvocato e cultore della materia in giurisdizione statale e giustizia sportiva presso l’Università degli studi di Roma “Foro Italico”

Nell’ambito della giustizia sportiva, considerato che la procura della FIGC aveva chiesto gli atti di indagine alla procura di Perugia, le due indagini procederanno parallelamente e l’eventuale assoluzione sul piano penale potrebbe comunque comportare una condanna sul piano sportivo.

Analizzando in concreto il rischio in cui potrebbero incorrere gli indagati è necessario far riferimento agli artt. 32, comma 7, e 4, comma 1, del codice di giustizia sportiva della FIGC.

La prima ipotesi sanziona le società, nonché i loro dirigenti che compiano direttamente o tentino di compiere o consentano che altri compiano atti volti ad ottenere attestazioni o documenti di cittadinanza falsi o comunque alterati al fine di eludere le norme in materia di ingresso in Italia e di tesseramento di calciatori extracomunitari.

Le sanzioni previste vanno, a seconda della gravità, dall’ammenda alla penalizzazione o, nei casi più gravi alla retrocessione o esclusione dai campionati.

È possibile tuttavia ipotizzare che la vicenda possa essere ricondotta alla previsione di cui all’art. 4 per inosservanza dei principi della lealtà, correttezza e probità in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva; la fattispecie è sanzionata, più lievemente, con l’ammonizione o ammenda o, nei casi più gravi, con l’inibizione temporanea a svolgere attività in ambito FIGC.

 

 

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