SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Parla da leader Maxi Lopez. L’attaccante argentino, arrivato alla Samb questa estate e con un curriculum di tutto rispetto (Barcellona, Milan, Sampdoria e Torino tra gli altri), incontra la stampa in una conferenza “da remoto”, come occorre in questi tempi da coronavirus, e dispensa le sue parole dall’alto della sua esperienza (ha 36 anni). Insomma sembra un Lopez faro della squadra, anche se magari in campo fino ad ora il suo apporto è stato buono ma non ancora da trascinatore: due gol, uno stato di forma fisica all’inizio non eccelso (un anno fa a Crotone ha giocato molto poco), un piccolo infortunio all’arrivo di Zironelli ma anche l’impressione di un miglioramento notevole nelle partite contro Legnago e Arezzo.

“A Crotone ho avuto un antipasto della categoria della serie B, quest’anno è una nuova categoria e vedo che è un campionato complesso, perché è un girone lungo e sale solo la prima e anche i play off sono lunghi. La cosa più difficile per noi è che siamo una squadra nuova con ragazzi nuovi, ma siamo in un periodo di crescita, personale e collettivo” afferma Maxi.

Parole molto belle per l’argentino in merito a San Benedetto: “In questa città non serve ambientamento, il calore della gente si sente ed è piacevole quando la città è dietro la squadra ogni domenica. Penso che con la nostra curva e il tifo del Riviera avremmo avuto qualche punto in più per quello che ho visto nei video ma ancora non ho vissuto. Questa cosa ci manca ma dobbiamo capire che questo è un periodo così. Qui si sta molto bene”.

Non possono mancare i riferimenti a Diego Armando Maradona, fuoriclasse argentino scomparso una settimana fa: “Quando ho potuto parlarci e chiedergli consigli ho trovato una persona che aveva sempre le parole giuste o. Penso che per noi argentini e anche in Italia sia stato un dio calcistico. Io ho solo apprezzato ogni secondo che la vita mi ha regalato con uno come lui”.

“A livello tattico penso sia giusto che scelga il mister Zironelli, io provo ad adattarmi allo schema che propone l’allenatore, perché partita dopo partita sono tutte situazioni diverse, ogni squadra gioca diversamente e capita di dover cambiare modulo durante la partita. Io ho già giocato sia a tre attaccanti che a due che col trequartista, credo che questa sia una squadra creata per giocare un bel gioco ma ci sono le altre squadre che provano a non farci giocare, dobbiamo riuscire ad imporci quando possibile” afferma l’ex milanista.

“L’ambientazione degli argentini? Per molti è il primo impatto con il campionato italiani, che non è facile per concetti e schemi. I calciatori più esperti della rosa devono essere di supporto, e lo siamo. Parlo, oltre che di me stesso, anche di Ruben Botta, di D’Angelo e D’Ambrosio: aiutiamo l’allenatore e supportiamo i più giovani. Questa è una piazza importante e non possiamo tirarci indietro” continua.

Lopez non si tira indietro se viene indicato come giocatore più esperto e uomo leader dello spogliatoio, e magari paragonato al suo ex compagno di squadra Ibrahimovic al Milan: “La responsabilità mi piace, ho avuto la possibilità di condividere lo spogliatoio con Ibra, ho imparato dal suo carattere forte e capace di trascinarti in ogni secondo, e questo è stato molto positivo per me, non mollava di una virgola neanche in allenamento. Sono concetti che ho vissuto con lui e oggi sono io a vestire quel ruolo qui alla Samb. Ci sono ragazzi molto disponibili che hanno voglia di imparare e credo che sia la cosa giusta”.

Il legame con Serafino non viene nascosto da Lopez: “E’ un presidente che sta costruendo cose importanti tra stadio e centro sportivo, credo che con lui ci possiamo togliere delle soddisfazioni. E’ stato lui a convincermi a venire alla Samb. Mi ha voluto a San Benedetto per fare qualcosa di importante, il rapporto che ho con lui è ottimo, parliamo sempre di calcio e lui mi parla delle tante idee che ha, io provo a dare il massimo nel calcio e lui ci mette nella situazione di poter fare il meglio possibile, perfetta simbiosi”.

Secondo l’argentino l’arrivo di Zironelli gli ricorda il Torino di Ventura, dove Lopez ha giocato per alcune stagioni: “Zironelli è partito col 3-5-2 come quel Torino, poi lo modifica perché con Botta trequartista diventa un 3-4-1-2 oppure varia a seconda dell’avversario. L’importante è che la squadra sia compatta perché in questo modo è più facile sia difenderci che attaccare. Sono concetti che necessitano di un po’ di tempo per essere elaborati ma le idee del mister sono valide. Con quel Toro arrivammo alle semifinali di Europa League”.

Riguardo le prospettive del campionato Lopez afferma che “dobbiamo ragionare partita dopo partita, ci stiamo conoscendo come gruppo e l’obiettivo è di finire il più alto possibile nella prima parte dell’anno, dobbiamo restare attaccati con quelli davanti. Fondamentale sarebbe fare una sequenza di risultati positivi, al contempo occorre imparare dagli errori”.

“Prima di pensare all’anno prossimo posso dire che l’unica cosa che voglio è che la Samb cresca, il mio contributo può portare qualcosa di positivo e aiuti la società. Sono felice, mi trovo bene e questo è un posto che mi piace. Secondo me si possono fare tante cose importanti e il presidente lo sa. Io voglio lottare per la Samb” dice Maxi.

Domenica si va a Trieste, squadra ai vertici del campionato da anni e con gli stessi punti dei rossoblu: “Penso che la gara di Trieste ci darà una risposta per valutare e capire quanto valiamo. E’ una squadra attrezzata da anni ma gioca un buon calcio, quindi ci consentirà di esprimerci alla stessa maniera. Ci darà risposte importanti per la prima parte del campionato”.

 


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