SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è tenuto questa mattina, 23 novembre, in videoconferenza a San Benedetto il convegno “Giovani, Covid e diritti” promosso in occasione della giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza dalla Garante comunale per l’infanzia e l’adolescenza e dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di San Benedetto del Tronto in collaborazione con il Comitato provinciale Unifef di Ascoli Piceno.

Il Sindaco Pasqualino Piunti ha aperto la conferenza lasciando poi la parola prima al garante regionale per l’Infanzia Andrea Nobili e alla referente provinciale Unicef Silvana Guardiani. L’assessore alle politiche sociali Emanuela Carboni che ha sottolineato gli attuali problemi che vivono i ragazzi costretti alla didattica a distanza, perdendo preziosi momenti della loro adolescenza che è fatta di contatti reali. Carboni ha poi auspicato che la scuola, una volta avviata alla normalizzazione la situazione epidemiologica, sia tra le primissime realtà a riprendere un funzionamento normale.

La Garante comunale dell’Infanzia e dell’Adolescenza Donatella Forlini ha introdotto il tema dell’incontro, ossia la volontà di ascoltare direttamente dai ragazzi, studenti rappresentanti delle scuole superiori del territorio, quali sono le loro esigenze e i loro problemi in questo momento particolare.

La prima a prendere la parola è stata l’ospite del convegno, Virginia Barchiesi nominata Alfiere della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella. Virginia, che frequenta il Liceo classico “Vittorio Emanuele II” di Jesi ed è una giovane volontaria UNICEF, ha detto: “In una situazione difficile come quella che stiamo vivendo, sicuramente i giovani risentono molto della mancanza di socializzazione e in particolare dell’istruzione proposta in presenza”. Ha quindi stimolato i suoi coetanei presenti all’incontro ad illustrare la loro visione del futuro post pandemia, anche in ambito lavorativo, e a proporre miglioramenti alla didattica a distanza che ha rivoluzionato la modalità di studio degli studenti, ma anche il modo di lavorare dei professori. “Chiedo a tutti voi – ha concluso – di battervi e di lottare per ciò in cui credete, di dire quello che non va bene, di non stare in silenzio, perché c’è un grande bisogno di una generazione attiva”.

Si è poi aperto il confronto tra i rappresentati di istituti professionali e licei da cui è emersa la percezione di una forte crisi nei rapporti fiduciari con i professori nella didattica a distanza. Inoltre, è stato sottolineato il problema del pesante ritardo nei tempi di svolgimento del programma di studio avvertito in particolare nelle classi quinte che devono prepararsi all’esame di maturità.

La chiusura dei lavori è stata affidata all’avvocato Forlini la quale ha evidenziato che il periodo che stiamo vivendo ha un carattere eccezionale, che finirà nei libri di storia, e proprio per questo è essenziale lo sforzo di tutti, nessuno escluso, per cercare di mitigarne gli effetti sulla società e soprattutto sui più giovani.


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