RIPATRANSONE – “A Ripatransone non c’è alcun paziente positivo Covid ricoverato e i posti sono tutti liberi” scrive la consigliera regionale del Pd Anna Casini. “La Rsa di Ripatransone è vuota” risponde la consigliera comunale di San Benedetto Rosaria Falco.

Dunque una Rsa, come scrive la Casini, “i cui residenti anziani sono stati trasferiti con celerità e professionalità in altre strutture”, al centro di polemiche qualche giorno fa per la decisione di trasformarsi in struttura covid per ospitare i pazienti, provenienti dagli ospedali, in via di guarigione e ancora positivi.

Una situazione che ha dell’incredibile: non solo, a quanto riferiscono entrambe le esponenti, non vi è stato portato nessun paziente, ma addirittura alla Regione Marche risultano 20 persone ospitate ormai da giorni.

Di diverso regime le accuse però di Casini e Falco. Se per la prima la responsabilità è politica (“per trasformare una struttura da residenziale in sanitaria c’è bisogno di impianti adeguati – come i gas medicali – e personale medico e infermieristico”), e ne parlerà al prossimo Consiglio Regionale del 24 novembre (“perché dai dati ufficiali diffusi dalla Regione Marche risulta il contrario? E inoltre, il Piano Pandemico prevede che la RSA di Ripatransone faccia parte delle strutture Covid dell’Area Vasta 5?”), Rosaria Falco accusa invece la gestione della direzione dell’Area Vasta 5.

“Si sarebbero poi avveduti, i tapini dell’improvvisazione, di non avere il personale necessario e di dover fermare tutto, “dimenticando” però di avvisare Ancona. Ecco chi decide le sorti dell’Area Vasta 5 – scrive – Tale catena di comando va azzerata e subito. A questo punto, questa, è la nostra pressante richiesta alla Amministrazione regionale: liberateci al più presto da questa gestione allucinante e mal diretta della nostra sanità, ve lo chiede questo territorio”.


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