ODISSEA FRA IL PRONTO SOCCORSO DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO E L’OSPEDALE DI FERMO REPARTO U.O.G. GASTROENTEROLOGIA.

Cronaca di tutte le tappe avventurose dell’incontro coi medici dal Pronto Soccorso di San Benedetto del Tronto e l’Ospedale di Fermo.

Premetto che medici e infermieri in prima linea per l’emergenza Covid 19, sono da ammirare e rispettare. Ma c’è, purtroppo, chi esce dal coro della professionalità e trascura chi è malato di altre malattie.

Il 26 ottobre 2020, dopo dieci giorni di sofferenza (forti dolori addominali, lunga digestione e febbre anche oltre 38 gradi), decido di andare dalla mia dottoressa di base. La quale, nel rilasciarmi l’impegnativa di ricovero urgente, mi consiglia di andare subito all’Ospedale di San Benedetto del Tronto al reparto di Chirurgia Generale.

Fatto la valigia con poche cose utili, mi presento al reparto. Al primo medico che incontro, mostro l’impegnativa, e lo stesso mi dice che per il ricovero bisogna passare dal Pronto Soccorso. Vado al Pronto Soccorso, e subito mi assegnano il “codice rosso”. Dopo la visita generale, si prosegue con il prelievo del sangue, la misurazione della pressione, elettrocardiogramma, tampone SARS-coV-2 RNA che risulterà negativo, l’infermiera mi accompagna al reparto TC ad alta definizione. Dopo l’esame, il responso è: “tenue obiettività iperdensa del dm di circa 8 mm al tratto distante intrapancreatico dell’epatocoledoco (formazione litisiatica – in parole povere presenza di calcoli nei dotti biliari)“.

Ecco ora viene il bello. Il medico di turno mi informa che occorre un intervento che viene eseguito all’Ospedale di Fermo presso Gastroentologia per bonifica della via biliare con la procedura di Colangio-Pancreatografia endoscopica retrograda (ERCP).

Prendendola alla larga mi fa capire che non è possibile il ricovero poiché non ci sono posti né al Pronto Soccorso, né al reparto di Chirurgia Generale causa Covid, quindi mi consiglia di firmare le dimissioni dal Pronto Soccorso per accelerare la soluzione del problema con l’Ospedale di Fermo in forma privata attraverso l’intervento del mio medico di base. E mi manda a casa.

27 ottobre 2020, la mia dottoressa dopo aver saputo attraverso il Cup dell’Ospedale di San Benedetto che la prenotazione viene fatta dal malato o il medico di base; telefona più volte all’Ospedale di Fermo per prenotare l’intervento, ma dall’Ospedale di Fermo, purtroppo nessuna risposta. La mia dottoressa di base con una nuova impegnativa di ricovero urgente, mi consiglia di ritornare all’Ospedale di San Benedetto al reparto di Chirurgia Generale.

28 ottobre 2020, alle ore 11 mi presento all’Ospedale di San Benedetto. Sono fortunato di aver trovato un medico di turno, il quale scrive: il paziente attualmente è intenzionato a ricoverarsi e preferisce ritornare al Pronto Soccorso. Alle 12,30 ritorno al Pronto Soccorso e attraverso il “codice verde” inizio tutte le procedure di due giorni prima escluso la TC. Alle 15,43, il medico di turno mi comunica di aver preso accordi con il reparto di Gastroentologia di Fermo e scrive: si consiglia di recarsi il 30 ottobre 2020 entro le ore 13 presso il sesto piano reparto di Gastroentologia a digiuno e mi rimanda a casa.

30 ottobre 2020, con mia moglie e mio figlio mi presento all’Ospedale di Fermo per l’intervento. Dopo alcune ore un bravo medico di turno mi comunica di non poter eseguire la bonifica della via biliare con la procedura di Colangio-Pancreatografia endoscopica retrograda (ERCP), poiché l’intervento deve essere assistito (andare dal Pronto Soccorso all’Ospedale di Fermo in autoambulanza assistito da un infermiere specializzato e ritorno in autoambulanza assistito da un infermiere specializzato al Pronto Soccorso di San Benedetto). Quindi chiedere l’inserimento nella lista d’attesa urgente per accelerare l’intervento che si dovrà fare in seguito. 

2 novembre 2020, ore 9 con l’impegnativa della mia dottoressa di base, mi presento al Pronto Soccorso e il bravo medico di turno attraverso il “codice verde”, dopo tutte le procedure dei giorni 26, 27 e 28, escluso la TC, mi comunica che il 4 novembre 2020 mi ricovera al Pronto Soccorso per eseguire ERCP all’Ospedale di Fermo entro le ore 16 del 4 novembre 2020. Nel pomeriggio ritorno a casa.

4 novembre 2020, ore 9 mi presento al Pronto Soccorso di San Benedetto. Il medico di turno mi comunica che c’è stato un cambio di programma. Alle ore 10,30, con l’intervento dell’autombulanza e assistito da un infermiere, si parte per il trasferimento all’Ospedale di Fermo per eseguire la bonifica della via biliare con la procedura di Colangio-Pancreatografia endoscopica retrograda (ERCP). Finalmente alle ore 14,30 si conclude positivamente l’operazione di microlitiasi del coledoco. Nel pomeriggio con l’autoambulanza e l’infermiere ritorno al Pronto Soccorso di San Benedetto. Dopo ricovero al piano -1 (sopra il P.S.) per il controllo del buon esito dell’intervento.

5 novembre 2020, ore 11 circa, tutto ok alla visita di controllo. Ore 14,30, lista della dieta, prescrizione delle medicine, uscita e ritorno a casa.

Questa è l’Odissea fra il pronto soccorso di San benedetto del Tronto e l’Ospedale di Fermo reparto Gastroenterologia, capitata a un anziano di 81 anni e passa.

Ora che tutto è andato a buon fine, mi chiedo e chiedo a quei medici del Pronto Soccorso di San Benedetto che hanno sbagliato: non era meglio risolvere il caso subito dopo il 26 ottobre? Ed evitarmi quasi due settimane di forti dolori addominali e febbre? Considerato che l’intervento assistito era obbligatorio.


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