SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo la prima “pillola notturna” nella quale abbiamo focalizzato la situazione degli ospedali di San Benedetto ed Ascoli in merito all’andamento dei ricoveri di pazienti affetti da Covid-19 (in leggero aumento a San Benedetto, in leggera diminuzione ad Ascoli), stavolta abbiamo ricostruito diligentemente i numeri relativi a tutti gli ospedali marchigiani nel confronto tra oggi, giovedì 19 novembre, e il momento del picco della “prima ondata”, lo scorso 29 marzo.

Rispetto ad allora, il numero assoluto dei ricoverati, senza distinzioni per tipologia (la catalogazione regionale è “terapia intensiva”, “terapia semi-intensiva”, “ricoveri non intensivi”) è inferiore di 404 unità. Non sappiamo se quello di oggi – di ieri, meglio, quando vi erano due pazienti in più per Covid-19 negli ospedali marchigiani – possa rappresentare il picco della “seconda ondata”. Ma il confronto è utile per capire la situazione, anche alla luce della “mancata disponibilità per trasferimenti in altri ospedali” lamentata dall’Area Vasta 5 che ha portato alla scelta di un aumento di posti letto all’ospedale di San Benedetto. 

Indisponibilità vera o precauzionale?

Il confronto ospedale per ospedale, tra chi ha 100 posti letto occupati in meno e chi ne ha 30 o 40 in più, consente di capire meglio forse come potrebbe e dovrebbe muoversi la politica regionale oggi, alla luce dell’esperienza della scorsa primavera e al rischio di una nuova chiusura degli ospedali per trasformarli in “total Covid“.

Acquaroli, Saltamartini e, nel Piceno, Castelli che idee hanno in proposito?

Qui di seguito la “pillola notturna numero 1”.

Covid-19, i “numeri” negli ospedali di Ascoli e San Benedetto da domenica a mercoledì

 


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