SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Oltre 50 mila pasti serviti in un anno, il 2019, mentre nel 2018 il numero si era attestato a circa 20 mila: è solo uno dei numeri presentati dalla Caritas Diocesana durante una conferenza stampa che si è svolta in modalità remoto per illustrare i dati del bilancio e delle attività del 2019, “con qualche ritardo provocato dall’emergenza Covid”.

Servizio mensa che si sviluppa su tre strutture, oltre che nella sede della zona di Ponterotto (22.714 pasti) anche nella Casa di Accoglienza di Giovanni XXIII (7.652) della Parrocchia di Cristo Re e nella Casa di Accoglienza Caritas (19.710). Il costo per il bilancio della Caritas per questo servizio è così aumentato a 65 mila euro nel 2019 rispetto ai 25 mila euro dell’anno precedente, con un costo per pranzo servito pari a 1,86 euro; costi contenuti anche grazie all’aiuto di moltissimi volontari. Complessivamente i volontari della Caritas sono 57, e nel 2019 le ore di volontariato sono state 6.588.

Ma questo è soltanto uno degli aspetti illustrati alla presenza del vescovo Carlo Bresciani, del direttore della Caritas don Gianni Croci, del tesoriere Nedo Tiburtini e dello staff a supporto: Tiziana Concetti servizio contabilità Marco Sprecacè, Elisabetta Raffaelli, Lorenzo Felici, Edoardo Nico, Stefania Perazzoli che si occupano dei progetti.

Ad esempio nel 2019 anche il servizio docce ha visto aumentare i propri utenti (1944 docce, 1633 nel 2018), mentre sono diminuite le fruizioni del servizio vestiario (1294, 1526 nel 2018), con il quale si assistono 250 famiglie con pannolini, igiene infanzia, giochi, per 2400 interventi complessivi.

“L’obiettivo della Caritas diocesana è quello di aiutare le Caritas parrocchiali a svolgere il proprio compito sul territorio, perché lì si conosce bene la situazione delle famiglie – spiega don Gianni Croci – Nel caso non riescano, allora subentra la struttura della Caritas diocesana”. Tra gli altri servizi, si segnala ad esempio una diminuzione del “servizio poliambulatorio“: nel 2019 gli interventi sono stati 815, in diminuzione (-17,12%), la metà dei quali odontoiatrici, con 160 distribuzioni di farmaci. Per quanto riguarda la “condivisione viveri“, sono state assistite 213 famiglie (-17,12%) con 1326 pacchi distribuiti.

Per quanto riguarda il “servizio accoglienza” Elisabetta Raffaelli ha spiegato che sono state accolte 63 persone, di cui 55 maschi, ai quali oltre all’alloggio viene fornito supporto psicologico e accompagnamento lavorativo; le nazionalità più presenti sono gambiana, senegalese e italiana, con il supporto della Casa San Paolo VI a Monteprandone, casa Monsignor Gervasio Gestori e casa Padre Giovanni dello Spirito Santo al Paese Alto di San Benedetto.

Per quanto riguarda le opportunità lavorative, sono stati conclusi 31 tirocini di lavoro sociale, con stipendio medio mensile di 300 euro e durata di tre mesi.  Al Centro di Ascolto si sono rivolte 782 persone rispetto alle 961 del 2018: 7 i volontari, il 60% stranieri. 7 volontari.

“Il lavoro contabile del 2019 è raddoppiato già a fine settembre rispetto al solo 2019 – spiega il tesoriere Nedo Tiburtini – Tra i contributi straordinari, nel 2019 grazie all’8 per mille della Caritas nazionale abbiamo ricevuto 25 mila euro, scesi quest’anno però a 10 mila”.

“Nel 2021 riporteremo la contabilità del bilancio per una competenza di cassa, mentre, per rendere tracciati tutti i pagamenti, stiamo provvedendo a ridurre l’uso del contante: ad oggi l’80% dei nostri pagamenti è elettronico – ha continuato – Nel 2018 abbiamo chiuso con una perdita di 4 mila euro, e di oltre 20 mila l’anno scorso: la ripianeremo attingendo al Fondo Spese Future da noi accantonato e pari a 65 mila euro”.

Ma per il 2020 l’emergenza Covid pesa moltissimo: “Abbiamo ricevuto 35 mila euro di donazioni private, e le abbiamo spese tutte proprio per aiutare le persone in difficoltà a causa del Covid: chi prima era in difficoltà adesso è in piena emergenza” ha continuato.

Vi sono stati inoltre 200 mila euro conferiti dalla Caritas nazionale, ma questi fondi, destinati a chi ha perso il lavoro tra marzo e aprile, non sono stati interamente spesi perché una parte dei cittadini ha ricevuto sussidi pubblici; verranno comunque impiegati per lo stesso fine nei prossimi mesi. Il fondo “Ripartire dalla solidarietà” ha visto l’elargizione di circa 100 bonifici ad altrettante famiglie, per un importo complessivo di 30 mila euro.

Vi sono tuttavia delle difficoltà di gestione dell’attività della Caritas a causa del distanziamento sociale necessario dalle normative anti-Covid: il centro di ascolto è svolto in via telefonica, mentre si cerca di limitare l’ingresso ai visitatori sia per i vestiti che per la mensa: a tal proposito si cerca di servire il servizio a domicilio anche se molti dei fruitori sono senza fissa dimora. Nella buona stagione ci si è organizzati con tavoli distanziati all’aperto.

 

 

 

 

 


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