FERMO – “Si era invaghito di una donna sposata e dal 2017 ha continuato a pedinarla e a telefonarle. Anche lui sposato, si è concentrato solamente sulla fissazione del possesso della sua vittima, noncurante dei bonari tentativi di dissuaderlo e di riportarlo alla ragione da parte del marito e del figlio della donna, della stessa moglie e dei suoi datori di lavoro. Si presentava sempre più spesso dinanzi al posto di lavoro della donna, stazionandovi senza motivo per ore intere, non interessandosi degli sguardi delle persone che si trovavano nei pressi. Non gli era stato difficile ottenere il numero di telefono della donna, disponibile per ragioni di lavoro e ha continuato a chiamarla sul cellulare. Quando non gli rispondeva, le lasciava messaggi in segreteria telefonica”.

Così si apre la nota della Questura di Fermo, diffusa il 13 novembre, inerente al fermo di un uomo responsabile di atti persecutori ai danni di una donna da svariato tempo: “Le aveva imbrattato la porta di casa con moltissimi ritagli di foto ricavate da riviste pornografiche e centinaia di schede di concorsi a pronostici. Dopo più di un anno di inutili tentativi, nel 2019 la donna ha deciso di denunciarlo, ma nonostante l’interessamento dell’Autorità Giudiziaria, ha proseguito la sua maniacale e sistematica persecuzione. La vittima ha dovuto farsi accompagnare al lavoro sempre da qualcuno e addirittura, appena l’accompagnatore si allontanava, lui la ha affrontata più volte deridendola apertamente per il fatto di averlo denunciato, affrontandola e ingiuriandola. La donna ha riferito la prosecuzione delle vessazioni alla Squadra Mobile che ha, a sua volta, rappresentato l’insostenibile situazione all’Autorità Giudiziaria”.

“Il Tribunale nel marzo scorso lo ha sottoposto al divieto di avvicinamento alla donna ed ai luoghi da lei frequentati e sono stati interessati i Servizi sociali – aggiungono dalla Questura fermana – Ma anche in pieno periodo di lockdown, con le relative limitazioni agli spostamenti delle persone, l’uomo non ha desistito ed ha violato sia le prescrizioni per il contrasto alla pandemia sia le disposizioni del Giudice, continuando a perseguitare la sua vittima. Una pattuglia della Polizia lo ha fermato e controllato nei pressi del luogo di lavoro della donna. A seguito della perquisizione sono stati trovati, nella sua auto, un punteruolo e un bastone ma anche moltissimi ritagli di foto ricavate da riviste pornografiche e centinaia di schede dei concorsi gratta e vinci, con i quali, come aveva già fatto tempo addietro, verosimilmente avrebbe ancora una volta imbrattato le pertinenze della casa della donna. Dopo un breve periodo di calma apparente, malgrado anche l’inizio dell’iter processuale, a fine ottobre sono ricominciati gli atti persecutori”.

Dalla Questura dichiarano: “L’uomo ha dimostrato di non essere in grado di porre un freno ai propri comportamenti vessatori ed ha ripreso a seguire gli spostamenti della donna con la sua auto a bassa velocità e poi a piedi ed a ripresentarsi davanti al suo posto di lavoro. Le Forze dell’ordine sono intervenute, anche questa volta ed hanno ricostruito, grazie a testimonianze, i “nuovi” insani comportamenti prevaricatori. E questa volta, lo stalker non ha avuto più scampo. Il Tribunale di Fermo, infatti, ha immediatamente emesso una misura più restrittiva, quella degli arresti domiciliari”.

“Nel pomeriggio di ieri, personale della Squadra Mobile con la collaborazione dell’Arma dei Carabinieri lo ha arrestato e condotto presso la sua abitazione dalla quale non si potrà più muovere, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria – aggiungono i funzionari della Questura – Il Questore di Fermo ricorda che anche nei casi di atti persecutori l’importante è agire subito prima che i comportamenti del vessatore, convinto della propria impunità, determinino gravi conseguenze psicologiche, familiari, sociali e sanitarie difficilmente rimediabili. Gli strumenti giuridici, per porre un freno e per costringere l’autore a terminare questi vili comportamenti, ci sono, dall’Ammonimento del Questore alle misure giudiziarie, come in questo caso”.

“Le Forze di polizia sono a disposizione per ascoltare e per intervenire con decisione e la Squadra Mobile della Polizia di Stato ha personale specializzato per garantire un concreto aiuto psicologico ma soprattutto l’attivazione delle corrette misure di prevenzione e protezione a tutela delle vittime degli atti persecutori” concludono dalla Questura di Fermo.


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