LE AVVENTURE DI PASQUALE LA QUAGLIA A LONDRA

di Brevevita Letters – disegni di Ilario M.

Clicca qui per l’episodio 1: “Chi è La Quaglia”

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episodio 2

“ARRIVO DI LA QUAGLIA A LONDRA”

 

A casa dell’amico di La Quaglia c’era un po’ di trambusto il 2 ottobre. Il suo amico di Wembley stava litigando con sua moglie, ma più che litigare, stava cercando di placare la furia della donna:

LEI: “dove cazzo lo mettiamo a questo, ti sei rincoglionito?”

LUI: “ma dai, è solo per pochi giorni, non potevo negargli questo favore, è di Centobuchi come me”

LEI: “che cazzo me ne frega a me di Centobuchi, qua non ci entriamo, viviamo in una topaia e tu inviti gli amici”

LUI: “ma non l’ho invitato, gli serve un appoggio per 3-4 giorni, forse una settimana, l’abbiamo fatto tutti all’inizio”

Lei dopo questa ultima frase se ne andò nell’altra stanza. Nelle case di Londra, quelle del volgo, andare nell’altra stanza significa andare al cesso, se va bene, perché se il cesso è condiviso con gli altri condòmini andare nell’altra stanza significa andare fuori, a fumarsi una sigaretta sul marciapiede.

Tutto questo accadeva mentre La Quaglia era seduto in aereo, posto centrale a metà fusoliera, tra un filippino e una vecchia signora elegante e magra, apparentemente inglese da più generazioni.

Anche se La Quaglia è un cafone, qualche esperienza di volo ce l’aveva, quel tanto che bastava per non andare fuori di testa con foto e video al decollo da condividere su instagram e tutte queste cagate.

Durante il volo La Quaglia prende appunti e pensa, pensa un sacco, ma anche si rilassa, capisce che in fondo è fortunato, è completamente libero anche se la libertà fa male, perché ti rende solo al mondo, ma porcozzio sono io che l’ho deciso, io sono io, e va bene così, quello che viene viene, qualsiasi cosa accada sarà un pezzo in più con cui completare il puzzle, quale puzzle? Vallo a sapere, forse quella specie di identità che tendo a darmi, quelle specie di giudizi severi attraverso i quali do i voti alle giornate.

La quantità di humus mentale presente in La Quaglia durante il volo Ancona-Londra sola andata avrebbe potuto far innamorare una donna in 45 secondi netti.

La Quaglia andò al cesso e al ritorno incrociò lo sguardo di una capellona mora, seduta sola al finestrino, si sorrisero sotto le mascherine. 

Il suo amico gli aveva detto: “quando atterri prendi un taxi e fatti portare a casa mia. Ci vuole 50-60 £, portati la carta, quassù si paga tutto con la carta, coglione“.

L’aereo toccò terra con dolcezza. La Quaglia ribeccò la mora al controllo passaporti, si sorrisero ancora una volta. A quel punto lui non poté esimersi dal dirle: “ti ho sentito parlare al telefono, sei italiana, se stai in taxi smezziamocelo dai, 30 a coccia“.

Lei disse va bene. Fu una cosa puramente economica, non c’entrava l’amore, difatti nel taxi fu battuto un record: nessuno disse nulla per 45 minuti filati.

Solo un attimo prima che lei scendesse, La Quaglia disse: “sono appena arrivato a Londra, credo che starò qui per un po’, non prevedevo di fidanzarmi il primo giorno, ma magari il secondo sì, se mi dai il tuo num di tel ti chiamo”.

Lei si fece una risata: “magari ci becchiamo in giro, io lavoro al Mercato Metropolitano di Elephant & Castle”.

“eeeeh? dove? io non so un cavolo”.

alla macelleria“.

La mora sbatté la portiera. La Quaglia ebbe la sensazione che quella fosse solo la prima delle porte che gli avrebbero sbattuto in faccia. 

Il ragazzo arrivò a destinazione: Wembley, casa del suo amico.

Citofono.

Ecco La Quaglia. 

Con zaino e valigia fuori dal portone.

 

 

 


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