SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un servizio effettuato, in questi giorni, dalle pattuglie della Squadra Mobile della Questura e della Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Ascoli Piceno, nei programmi volto alla prevenzione ed al contrasto dei reati predatori a danno dei veicoli in sosta nei parcheggi dei centri commerciali, ha avuto un esito totalmente inaspettato.

Dalla Questura di Ascoli raccontano, in una nota stampa diffusa il 30 ottobre: “Mentre infatti gli agenti di Polizia, in abiti civili ed a bordo di vetture ‘civetta’, erano intenti nell’attività di osservazione della zona circostante il centro commerciale Porto Grande di Porto d’Ascoli al fine di cogliere sul fatto eventuali malintenzionati in cerca di beni lasciati incustoditi nelle auto, o direttamente interessati al furto delle auto stesse, si accorgevano del sopraggiungere di un numero sempre crescente di ragazzi a bordo di scooter decisamente più ‘rumorosi’ del consentito”.

I funzionari proseguono nella nota stampa: “In breve tempo si radunavano infatti quasi cinquanta ragazzi, con il rischio peraltro di contravvenire anche alle ormai note regole in materia di assembramenti e distanziamento sociale, pertanto gli agenti di Polizia prontamente intervenivano al fine di porre termine al raduno ed evitare rischi di contagio da Covid-19 ai partecipanti. Durante il controllo i partecipanti sono stati tutti controllati, risultando essere, nella maggior parte, minorenni. Sono stati ispezionati dagli esperti della Polizia Stradale anche tutti gli scooter a bordo dei quali i ragazzi erano arrivati”.

“Tutti gli scooter presentavano modifiche alle caratteristiche tecniche e strutturali tanto evidenti quanto illegali – aggiungono dalla Questura di Ascoli nel comunicato – All’esito dell’operazione, oltre ad aver identificato i 46 ragazzi presenti al raduno, sono stati posti ad esame approfondito 35 scooter ‘truccati’, tutti inviati al vaglio della Motorizzazione di Ascoli Piceno per la revisione straordinaria dell’idoneità tecnica; sul posto sono state inoltre comminate diverse sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, nonché il sequestro di uno dei ciclomotori”.

Dalla Questura ascolana concludono, nella nota stampa: “Le modifiche effettuate in maniera amatoriale ed approssimativa, oltre a potenziare oltre i limiti consentiti le prestazioni dei motoveicoli, influiscono infatti in maniera molto grave sulla sicurezza degli stessi, costituendo un pericolo inaccettabile per la sicurezza dei conducenti, dei trasportati, come anche di tutti gli utenti della strada”.


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