SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Mauro Zironelli, nuovo allenatore della Samb. Queste le sue prime parole durante una conferenza stampa che si è tenuta on line con i giornalisti sambenedettesi a causa della normativa sul Covid-19.

“Ho già iniziato a lavorare per inculcare un certo tipo di atteggiamento. Il calendario non lo guardo, fortunatamente non ci sono subito turni infrasettimanali e lavoreremo soprattutto a livello tattico. Cercheremo di intervenire in tutti gli aspetti del campo.

Mi sembra che hanno lavorato bene sotto l’aspetto fisico, cercheremo di lavorare su quello tattico. Sto cercando di valutare il modulo, abbiamo in rosa diverse mezzali e valuto se si può partire con la difesa a tre. Io ho sempre fatto 3-5-2 e 3-4-3 ma bisogna vedere le varie caratteristiche dei giocatori. Ci proveremo, ma noto che c’è partecipazione da parte dei giocatori. Abbiamo già provato ieri, stamattina, proveremo nel pomeriggio e domani.

Dobbiamo lavorare su qualche accorgimento difensivo ma il lavoro è generale, riguarda tutta la squadra.

L’under 23 della Juve non è una vera e propria squadra, non avevamo una squadra definita perché parte della rosa è in Primavera, quindi si gioca quasi sempre in emergenza per assenze. Ad esempio qualcuno ieri è stato anche in panchina in Champions League. Non mi andava di proseguire quel tipo di esperienza, molto bella, ma dovevo fare i salti mortali per mettere insieme la squadra.

Sono andato a Modena perché lì avevo vinto due campionati, anche se la squadra ad inizio campionato non sapeva se poteva essere iscritta in Serie C e questo ha rallentato la costruzione della formazione con le conseguenze che poi si sono viste.

Non so se sono stato scelto perché gioco con la difesa a tre, io appena mi hanno chiamato ho detto sì subito. Io fino a martedì pomeriggio non sapevo niente, è stata una bella sorpresa e spero entusiasmante.

Ci sono squadre come Padova, Triestina e Perugia sono di ottimo livello, adesso affronteremo due grosse squadre, cercheremo di vedere se siamo in grado di stare loro vicini.

Sono curioso di vedere le qualità dei quinti di centrocampo, solitamente gioco con dei quinti di centrocampo più offensivi. Botta è un giocatore di qualità e va inserito in un contesto dove loro decidono di giocare.

Io faccio segnare su un foglio la posizione che loro preferiscono, per evitare incomprensioni inutili. Se ci fossero delle emergenze potrei cambiare qualche posizione. A Mestre ad esempio avevo Beccaro che aveva sempre giocato come punta e lo impiegavo come mezzala, e in più mettevo l’esterno alto tipico di un 4-4-2 che faceva meno fase difensiva ma all’attacco dava imprevedibilità.

Mi aspetto molto da me, devo essere bravo coi calciatori, farmi capire, ma abbiamo poco tempo quindi devo essere molto preciso e devo dimenticare il passato. Ma sono contento perché ho grande fiducia nelle persone che mi sono di fianco, anche se non le conoscevo ma sento la loro fiducia e di questo sono contento.

Mi sono confrontato anche con Stefano Colantuono oltre che Pietro Fusco che mi stanno dando una mano a conoscere una rosa. Io ho lavorato poco con i direttori sportivi, la mia ultima esperienza è stata negativa anche perché non mi confrontavo delle persone che conoscevano poco la categoria. Per me è un vantaggio.

Mi trovo bene anche con tanti giocatori stranieri.

Sono concentrato su questa esperienza, è una bella piazza, mi piange il cuore non vedere lo stadio pieno ma siamo in queste condizioni e dobbiamo comunque essere contenti perché comunque stiamo giocando. Ho due figli che sono dilettanti e sono a casa.

La società non mi ha dato obiettivi, mi hanno chiesto di fare il meglio possibile e vincere il più possibile. I conti si faranno più avanti.

Giocatori come Botta e Maxi Lopez non devono essere caricati di responsabilità, devono giocare liberi e sciolti.

Non escludo che Botta possa giocare al meglio anche come trequartista, se serve può giocare anche lì, non ci sono vincoli fissi.

Io mi auguro in questi pochi giorni di trasmettere il più possibile, soprattutto l’agonismo e la voglia di riconquistare palla, è un po’ il mio credo. Anche se saremo a Bolzano contro una signora squadra. Vorrei vedere un po’ di coraggio e personalità.

I calciatori del Sudtirol si conoscono molto bene, alcuni si conoscono dai tempi del mio Mestre, l’allenatore Stefano Vecchi sta lì da due anni: sarà un test tosto, cercheremo di fare la partita, non dobbiamo mollare, dobbiamo cercare di tirare fuori giocate e quando occorre difendersi ci si difende tutti insieme.

Alla Juve under 23 ad un certo punto non avevamo gli esterni adatti per giocare a tre dietro e per un periodo siamo passati a 4. Ma non è un discorso di modulo, dobbiamo essere compatti ed equilibrati, cercando di usare i giocatori per le loro caratteristiche”.

 


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