SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La brutta sconfitta casalinga contro il Modena ridimensiona le ambizioni dei rossoblu: il pubblico di casa sperava di rivedere la prestazione di sette giorni prima contro il Mantova (2-0), si è invece finito esattamente al contrario (0-2).

La sconfitta ha dato la stura a forti malumori della tifoseria, e non potrebbe essere altrimenti. Stavolta le critiche si rivolgono direttamente all’allenatore rossoblu, Paolo Montero, e in parte ad alcune scelte di mercato che hanno modificato al difesa della Samb (gli addii di Miceli, Gemignani e Rapisarda).

Alla vigilia di due partite difficili e fondamentali (la prima in casa del Sudtirol, che oggi ha subito la prima sconfitta ma resta in testa alla classifica, pur diventata cortissima; poi il Perugia) il passo falso rischia di essere molto pesante. Andiamo ad analizzare problemi, limiti e anche “sfortune” di questa sconfitta. Dobbiamo però suddividere l’analisi tra primo tempo, secondo tempo fino al momento del gol di Spagnoli e poi il resto dell’incontro con il Modena in vantaggio.

PRIMO TEMPO

Rispetto alla sfida con il Modena, erano diversi i terzini (Liporace e Lavilla per Enrici e Scrugli), la mezzala (il giovane Masini per l’esperto D’Angelo, probabilmente affaticato) e un attaccante (il rapido Bacio Terracino per il centravanti Nocciolini).

Nonostante le carenze mostrate dai terzini in precedenza, anche il duo Liporace e Lavilla non ha entusiasmato, specialmente il primo che è parso molto più debole di Enrici (il quale, ripetiamolo, ha doti da centrale e si adatta sulla fascia). Bacio Terracino ha giocato discretamente, fallendo la più grande occasione della Samb ma dando comunque vivacità all’azione offensiva. Masini nella prima frazione non ha brillato particolarmente nonostante il grande movimento: ma era tutto il centrocampo a soffrire la supremazia ospite. Troppo distanti tra di loro i centrocampisti, scarso appoggio di L&L. Forse alcuni giocatori più di altri hanno sofferto le tre partite ravvicinate: ad esempio Shaka Mahuli, sufficiente ma non dirompente.

Nonostante la supremazia modenese, la Samb collezionava tre occasioni da rete (tiro di Angiulli a fil di palo e uno strano palo interno di Lavilla dopo un cross finito lungo), il Modena soltanto una più una per Spagnoli lasciato solo a centro area.

Quello che ha fatto la Samb era un gioco non molto diverso rispetto a sette giorni prima: palla a Botta e invenzione. Forse nella testa stessa dei calciatori e dell’allenatore s’è fissata l’idea che basta coinvolgere l’argentino e prima o poi qualcosa arriva. Stavolta però senza segnare gol strabilianti, perché se si punta sulle individualità si sa che non sempre possono andare a mille. Di diverso, va fatto notare, il gioco del centrocampo: ma se si escludono Mantova e Fano, anche nelle altre partite i rossoblu hanno giocato allo stesso modo, guarda caso quando un giocatore veloce come D’Angelo non è stato della partita. Un caso? Non lo sappiamo: è una possibilità, ma intanto abbiamo due prove.

SECONDO TEMPO FINO AL GOL

La Samb è salita di tono, alzato il baricentro, giostrato più velocemente a centrocampo grazie soprattutto alla vivacità di Masini, che ha anzi aperto la seconda frazione con un assist sul quale Nocciolini non è riuscito ad intervenire. Pur con un solo tiro pericoloso del solito Angiulli dalla distanza, la pressione è stata costante e il Modena non è riuscito mai a proporre un’azione. Il pubblico presente ha incitato la squadra nel momento dello sforzo e anche Montero ha provato a rendere più offensiva la squadra.

Qui – sempre col senno di poi, certo – c’è stato un errore perché Masini, a meno che non fosse senza energie (ma non ha giocato titolare né con Imolese né con Mantova) è stato tolto e al suo posto è stato inserito un giocatore più offensivo come Malotti, un giocatore con delle potenzialità ma forse ancora acerbo. Il risultato è che dopo 4 minuti dal cambio, alla prima palla persa sulla sinistra, il Modena non ha trovato la resistenza di Malotti e men che meno di Liporace: e il rimpallo favorevole a Spagnoli fa parte della regola la fortuna aiuta gli audaci.

SECONDO TEMPO DOPO IL GOL

A quel punto la luce si è completamente spenta, anche perché il Modena è una squadra forte e arroccata dietro molto difficile da superare, specie con le gambe diventate molli ai vari Shaka e Botta.

Ci saremmo aspettati un cambio un po’ ignorante del gioco. Innanzitutto intervenendo dove si era più deboli, ovvero le due fasce. Invece Liporace è rimasto in campo e Montero, invece di affidarsi ad un assalto un po’ disperato un po’ necessario, passando ad una difesa a tre, ha effettuato cambi scolastici garantendo al Modena un controllo tranquillo dell’incontro. Tolto Maxi Lopez il pallone l’ha davanti non c’è più rimasto. E anche se la partita era ormai irrecuperabile, non leggere lo scarso apporto di un proprio terzino e togliere invece un attaccante a 20 minuti dalla fine quando non è mai stato sostituito con tanto anticipo neanche quando si vinceva, ci ha lasciato perplessi.

QUINDI?

Nessuno più di Montero può conoscere le cause profonde di questa sconfitta: stanchezza a causa delle troppe partite ravvicinate, assenza fondamentale di D’Angelo, limiti dei terzini? Oppure unicità del gioco rossoblu che spera nelle giocate di Botta e degli attaccanti in una rivisitata forma di palla fa’ tu. Modifiche del modulo sembrerebbero quanto mai opportune ed evidenti anche ad un osservatore distratto, con una difesa a tre che riuscisse ad evitare l’impiego dei terzini fin qui notevolmente insufficienti, ma non è facile poi capire in che modo gestire il centrocampo (di fatto rischia di essere una scommessa).

Purtroppo la partita di Bolzano o al limite la doppietta Bolzano-Perugia appaiono fondamentali per un giudizio completo e quasi definitivo.


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