“Tutte le persone citate in questa epigrafe sono al momento vive e in buona salute e in tale stato ci auguriamo restino a lungo”, recita fra l’altro un tranquillizzante tazebao – pubblicato dal concittadino Daniele Primavera sulla sua pagina Facebook – affisso a fianco della lapide che l’attuale Amministrazione comunale ha fatto incollare alla base della malposta prua del glorioso motopesca “Geneviève”.

E per quanto ci riguarda – a nome e per conto sempre di costoro e facendo le opportune corna – ci corre l’obbligo di aggiungere che pure ad occhi distratti di turisti e/o forestieri tale lapide apparirà come un omaggio a dei caduti affondati col Geneviéve.

Caduti, nel caso essi si informassero, rappresentanti di una medesima discussa Amministrazione comunale. Tutti, e soltanto, appartenenti alla maggioranza dell’epoca.

Mi immagino futuri turisti di passaggio che lì si raccoglieranno in silenzio e magari lasceranno fiori.
Ci raccomandiamo caldamente: chi fra i nostri 12-13 lettori dovesse incontrarli là, li informi e li avverta di come invece andarono le cose. Dopo quella geniale pensata, come poi suggerirà ancora il concittadino Primavera, quelle malcitate persone rimasero tutte vive e in buona salute. E che in tale condizione restarono a lungo. Però a casa.

 

La vignetta di Evo sulla vicenda

 


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