SAN BENEDETTO – Enrico Fattò Offidani, è nato in Canada ed ha 52 anni, da alcuni mesi è presidente del Fano che la Samb incontrerà domani 11 ottobre. Una partita molto delicata per i rossoblu, già alle prese con critiche, a dir la verità ingiuste, secondo me.

Perché Fattò?

“In Canada è possibile scegliere un doppio cognome che però è in realtà il doppio nome come Luigi Maria, per esempio. Sono orgoglioso di chiamarmi così in onore di mio nonno. I gemelli Gianni e Pino (purtroppo scomparso prematuramente) sono i miei zii perché fratelli di mio padre Alfredo che era il primogenito. Avevo 5 anni quando sono tornato qui. A San Benedetto ho studiato, ho iniziato a lavorare e… a tifare Samb. Ricordo che i miei zii hanno giocato con la maglia rossoblu, la carriera di Pino fu stroncata da un infortunio, veniva definito ‘la roccia’. La passione del calcio per i sambenedettesi è innata per cui ho sempre aspirato al ruolo che ricopro attualmente all’Alma Juventus Fano che la Samb incontrerà domani… a ‘casa mia’”

Ha preso una società che negli ultimi anni si è sempre salvata per il ‘rotto della cuffia’ e anche ripescata…

“Il mio predecessore Gabellini ha tenuto i conti sempre in ordine e direi che è stato premiato anche per questo aspetto. È una persona per bene che ho sostituito con grande piacere”

Un suo giudizio sulle prime tre giornate di campionato

“Il girone B della serie C è complicato, non esistono squadre ‘cenerentola’. Sento critiche alla Samb che non condivido assolutamente. Io quando sono arrivato a Fano ho detto che bisogna dare il tempo giusto a chi arriva, sia ai tecnici che ai giocatori e direi anche ai dirigenti. I rossoblu hanno quattro punti e forse la colpa, se così si può chiamare, va alle aspettative che erano e sono altissime. Dare giudizi adesso è sbagliato, Domenico Serafino va lasciato lavorare e, anche se non ho mai parlato con lui, ritengo che abbia iniziato benissimo con un progetto serio e lungimirante (nuovo manto erboso, centro sportivo ecc.) che porterà sicuramente a ottimi risultati anche sul campo di gioco. Denota una programmazione mai vista dalle nostre parti. Il prezzo che ha pagato per acquistarla è già indicativo per quelle che sono le sue aspirazioni”

Sarà per lei una lotta “fratricida” domani, con il presidente della squadra di casa che è sambenedettese e quello degli ospiti calabrese…

“È vero ma non bisogna mai dimenticare che il calcio è uno sport, per me il più bello del mondo, quindi capisco la rivalità ma non bisogna mai eccedere. È l’unico sport in cui la squadra meno dotata può battere una formazione sulla carta molto più forte. Un anno fa ci furono incidenti? Lo so però fu a causa di alcune incomprensioni poi le due tifoserie si sono chiarite. Purtroppo domani saranno assenti, mi auguro per poco tempo ancora”

Una domanda classica: perché Fano e non San Benedetto prima che arrivasse Serafino ma anche quando la società è stata in passato  acquistata da forestieri?

“No, per il semplice motivo che per una piazza come la ‘nostra’ servono persone che hanno una grande forza economica o con un pool di imprenditori disposti a tirare fuori somme importanti. Serafino sta incarnando quello che la mia città chiede da sempre e lo sta facendo benissimo, sicuramente dovrà affrontare il problema non indifferente della storia rossoblu, per la Samb il torneo che più gli compete è la serie cadetta non la serie C. In un anno, al massimo due, deve raggiungerla. Anche per motivi economici che, altri anni in questa serie, metterebbero a dura prova.

Il Fano è ancora legato con l’Ascoli calcio?

“Sì perché c’è stato un anno fa un accordo biennale con il quale il mio predecessore era obbligato a prendere giocatori dell’Ascoli in esubero. Insomma un rapporto di scouting reciproco che io sto cercando interrompere ma ancora esiste. Un contenzioso per il quale non voglio entrare nei particolari”

L’allenatore Fontana, dopo otto sconfitte consecutive  fu poi esonerato. Gli subentrò l’attuale allenatore Alessandrini

“Un tecnico di grande esperienza che io apprezzo molto. Con lui puntiamo ad una salvezza tranquilla… stavolta”

Per chiudere, qual è la sua attività principale

“Le mie attività principali sono tutte all’estero, ho società di consulenza negli Stati Uniti dove ho proprietà immobiliari come in Argentina e in Messico. Adesso però l’attività più importante è quella di essere presidente e proprietario del Fano Calcio.

Un pronostico ma senza… essere troppo diplomatico?

“Sono diretto per carattere. Spero in una bella partita alla quale però mancherà il colore più importate, il pubblico. Detto fuori dai denti, io auguro alla Samb di poter lottare per la serie B e a noi una salvezza diversa dalle precedenti. L’ideale sarebbe che vincessi i due incontri diretti e la Samb promossa. Non è poi un sogno così irrealizzabile. Che debba io tifare Fano mi sembra scontato”

A domenica

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Abbiamo parlato stamattina anche con Serafino al quale ho riferito i complimenti del suo ‘collega’ oltre che cittadino sambenedettese.

Presidente il mondo è strano, un sambenedettese a Fano, un calabrese a San Benedetto…

Dopo una bella risata “È così ma domenica entrambi dobbiamo tifare per la squadra del cuore che oggi per me è la ‘Samba’ e per lui l’Alma Juventus Fano. Spero anch’io in una bella partita e nella vittoria magari evitando espulsioni e di non subire gol, forse per mancanza di concentrazione, nei primi minuti di gioco. Infatti sia l’espulsione che lo svantaggio a freddo hanno condizionato la gara di Carpi e quella con la Fermana dove abbiamo sbagliato l’approccio”

Il presidente del Fano ha detto che loro puntano ad una salvezza tranquilla, lei a qualcosa di più. Giusto?

“In questo momento del campionato è meglio vivere alla giornata, senza proclami e senza promesse… esagerate. Ad Enrico Fattò Offidani posso augurare il meglio come alla mia squadra quindi nessun pronostico. Che vinca il migliore, nella speranza che sia la Samb”

Colgo l’occasione per chiederle di Ruben Botta, l’argomento del giorno in casa Samb

“Il visto è appena arrivato però in ritardo per poterlo impiegare già a Fano. Sarà disponibile per la partita casalinga con il Mantova”

In molti si chiedono perché c’è stato bisogno di un nuovo passaporto nonostante avesse già giocato in Italia con Inter e Chievo?

“Perché nel tempo ha perso la cittadinanza poi nei giorni scorsi ci sono stati problemi per la chiusura, causa Covid 19, di alcuni uffici argentini. Per fortuna adesso l’”incubo” è finito e finalmente lo vedremo al Riviera delle Palme”

Ieri ho incontrato il dottor Paolo Verdecchia il quale mi ha detto che Botta in allenamento, a Monsampolo, fa numeri impressionanti…

“Confermo, è in una forma incredibile”


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