SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Dalle prime luci dell’alba, decine di Carabinieri del Comando Provinciale di Ascoli Piceno, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Gip presso il Tribunale di Fermo, su richiesta di quella Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini, condividendo pienamente con le risultanze investigative rapportate dall’Arma, nei confronti di 13 indagati, ritenuti responsabili di produzione, detenzione e spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina e marijuana, continuato”.

Così si apre la nota del Comando Provinciale di Ascoli Piceno, diffusa nella mattinata del 10 ottobre: “All’esito di una articolata attività d’indagine durata alcuni mesi anche con attività tecniche, i militari del Nucleo Investigativo, unitamente alla Compagnia di San Benedetto del Tronto e alla Stazione di Grottammare, hanno comprovato l’esistenza di una fitta rete di spaccio (soprattutto cocaina), operante sulla riviera ascolana e fermana, che ha visto coinvolto un gruppo di 13 soggetti (8 albanesi e 5 italiani), la maggior parte dei quali conosciuti alle forze dell’ordine, tra cui: 5 destinatari di misura cautelare in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 5 destinatari di altre misure cautelari (uno con obbligo di dimora, uno con divieto di dimora e tre con obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria)”.

Dall’Arma picena proseguono:” L’attività tecnico-investigativa condotta dai militari del Nucleo Investigativo di Ascoli Piceno si è sviluppata a seguito di uno spunto informativo della Stazione di Grottammare acquisito grazie ad una capillare conoscenza del territorio ed è proseguita con l’arresto in flagranza di reato per spaccio di stupefacenti di 4 cittadini albanesi e sequestro di circa 2 etti di cocaina, effettuati alla fine del 2019 dalle Compagnie di San Benedetto del Tronto e Fermo“.

Dal Comando Provinciale aggiungono: “L’impegno investigativo ha consentito di accertare che il sodalizio criminale:

si riforniva di cocaina da connazionali operanti in altre regioni;

aveva allestito più piantagioni indoor per la coltivazione di marijuana nelle province di Ascoli Piceno e Macerata;

spacciava al dettaglio cocaina e la marijuana prodotta a numerosissimi clienti dei comuni rivieraschi delle Marche tra cui anche professionisti (trenta in totale), tutti segnalati quali assuntori alle competenti Prefetture di Ascoli Piceno e Fermo”.

Dall’Arma concludono: “L’indagine, prima delle odierne esecuzioni cui hanno collaborato anche due unità cinofile della Guardia di Finanza di San Benedetto del Tronto, ha consentito complessivamente di trarre in arresto in flagranza di reato di spaccio di stupefacenti 4 cittadini albanesi e sequestrare: oltre 2 etti di cocaina, 182 piante di cannabis indica e 5 mila euro in contanti”.

 


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