FERMO – Sono frequenti le denunce presentate in Questura a Fermo dai cittadini del fermano che segnalano di essere stati truffati in occasione di contrattazioni e transazioni effettuate on line sia per l’acquisto di oggetti che per la stipula di contratti.

I casi più recenti riguardano la vendita su un sito Web di un trattorino rasaerba usato che sembrava un’offerta davvero speciale ed un conveniente contratto di assicurazione dell’autoveicolo per la polizza obbligatoria Rca.

Dalla Questura fermana raccontano: “Nella prima denuncia era stato segnalato di aver visto, su un sito specializzato nelle vendite on line, un annuncio interessante relativo ad un trattorino usato; sul web il compratore ha proposto un’offerta economica che il venditore ha subito accettato comunicando contestualmente l’Iban sul quale effettuare il bonifico, oltre a fornire, per rendere più reale la sua affidabilità e serietà, un numero di cellulare e copia di un documento di identità – si legge nella nota stampa – Dell’avvenuto bonifico di quasi mille euro l’acquirente informava subito il venditore, avendo assicurazione della immediata spedizione dell’oggetto, ma dopo alcuni giorni, non ricevendo quanto pattuito, provava a contattarlo telefonicamente senza, purtroppo, alcuna risposta. Temendo di essere stato truffato, si recava in Questura per la denuncia a seguito della quale gli operatori della Polizia di Stato attivavano le indagini”.

“Si accertava, innanzitutto, che il documento di identità trasmesso era falso, ma anche che il numero di telefono comunicato dal venditore era stato utilizzato in precedenza, su tutto il territorio nazionale, per consumare analoghe truffe. Il possessore del cellulare abbinato al numero di telefono, è risultato un truffatore seriale, residente in Calabria e già segnalato numerose volte alle Procure della Repubblica – prosegue la Questura fermana –  A seguito degli accertamenti svolti è risultato che nello stesso comune di residenza dell’intestatario del telefono è domiciliata la donna titolare della carta ricaricabile collegata all’Iban sul quale era stato effettuato il bonifico e, come verificato più volte nel corso di analoghe indagini di polizia giudiziaria, la carta ricaricabile, dopo essere stata svuotata delle somme, viene denunciata come smarrita, sottratta o viene estinta, come avvenuto in questo caso. I due italiani, all’esito di ulteriori accertamenti svolti, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria”.

Dalla Questura aggiungono: “Nel secondo caso un denunciante residente nel maceratese, ha segnalato alla Polizia una anomalia connessa alla stipula di un nuovo contratto di assicurazione del veicolo. Due mesi fa, mentre navigava sul web, notava una inserzione pubblicitaria concernente una polizza molto conveniente; contattato il sedicente assicuratore, questo gli ha proposto condizioni vantaggiose per una polizza annuale con addirittura la possibilità di frazionare in più rate la somma. Confidando sulla serietà dell’offerta, veniva effettuato il bonifico di quanto richiesto su una carta ricaricabile a seguito del quale il denunciate ha ricevuto copia della polizza con la quale, per più di un mese, ha tranquillamente circolato sul territorio nazionale ma anche all’estero”.

“Alcuni giorni fa, tuttavia, ha ricevuto la notifica di una violazione al codice della strada per aver circolato senza copertura assicurativa: convinto che si trattasse di un errore dei verbalizzanti si è recato all’ufficio denunce della Questura, portando con sé copia della polizza, per chiedere informazioni in merito e sollecitando l’annullamento della sanzione scoprendo, invece, che in effetti il veicolo non era assicurato e che la polizza era falsa ma soprattutto che in caso di incidente attivo la liquidazione dei danni provocati sarebbe stata a suo completo carico – concludono i funzionari nella nota stampa – Presentata la denuncia, gli agenti della Questura hanno verificato, oltre ad analoghi casi collegati con il numero della carta ricaricabile sulla quale era stato effettuato il pagamento, che la stessa è stata attivata pochi mesi fa da una giovane residente in Campania. Le indagini hanno consentito di denunciare all’Autorità Giudiziaria la responsabile di questa ennesima truffa”.


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