SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Saranno 20 disegni recenti a china dell’artista sambenedettese Paolo Annibali a rendere ancora più interessante la venticinquesima edizione del Premio Gentile da Fabriano, che si svolgerà ovviamente nella città marchigiana che nel 1370 diete i natali all’artista. “Quello che so. Chine su carta” è il titolo dell’esposizione. L’esposizione di Annibali avverrà come evento collaterale del premio, curato dal presidente dell’associazione “Gentile Premio” Galliano Crinella, curatore anche dei due brevi testi introduttivi, e di Giorgio Pellegrini, direttore del Museo che ospita la Mostra, oltre che una bella pagina dell’autore.

La mostra si terrà al Museo della Carta e della Filigrana : l’inaugurazione avverrà alle 17,30 mentre gli orari di apertura dell’esposizione saranno dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

I disegni (la scelta dell’opera su china è connaturata alla natura del Museo della Carta e della Filigrana) cercano di catturare l’attenzione di un “benevolo osservatore”, invitandolo alla lentezza, con uno sguardo di un volto che interroga lo spettatore sul senso della sua esistenza, con nature morte che raccontano l’ingiuria del tempo o l’ansia del vivere quotidiano: alberi dimenticati nella sospesa speranza dell’arrivo della primavera. 

“Non so che cosa mi abbia trascinato fin qui, fino alla soglia dell’esistenza nella quale gran parte delle cose è diventata opaca fino ad essere indecifrabile. Ricordi, amicizie, amori, con l’età e la distanza, non appena mi inoltro lungo le vie dell’anima, una confusione adolescenziale pare domini su tutto. Sento ancora vivo il periodo dell’adolescenza da dove attingo spesso le idee per il mio lavoro attuale. Penso: potevo essere qualsiasi cosa, potevo intraprendere qualsiasi strada, ero in mare aperto! Ora gli orizzonti sono più brevi, e mi accorgo che la scelta dell’arte è stata la più impervia, ma anche la più necessaria” così Annibali presenta la sua esposizione. 

“Oggi il mio lavoro è per me come un legno a cui un naufrago riesce ad aggrapparsi – continua l’artista – L’arte è la mia preghiera quotidiana, un affannoso dialogo con me stesso, una continua ricerca nelle piaghe della mia esistenza. L’artista non è un prediletto della vita, ma è chiamato, come tutti, alle tribolazioni quotidiane: fare e disfare con costante insoddisfazione, ogni giorno chiedersi: chi me lo fa fare? L’arte pretende un continuo duello, una fede incrollabile nelle proprie capacità, una grande disciplina. Non è permesso fermarsi, si rischia una crisi di identità e di motivazioni. L’arte impone fedeltà”.

Annibali, classe 1958, ha realizzato negli anni numerose opere, apprezzate in molte città italiane ed è tra gli scultori più apprezzati nel panorama nazionale. Tra le opere più recenti si ricordano “Il mare, il ritorno, monumento ai caduti e dispersi in mare”, San Benedetto del Tronto, 2002; “la Porta del Giubileo”, Cattedrale, Jesi, 2002-2004; “la Porta di San Giovanni Battista”, Chiesa di San Giovanni Decollato, Fiesole, 2003; “Ambone”, Cattedrale, Fiesole, 2007. Numerose anche le esposizioni personali.


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