SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Stefano Colantuono si presenta, di nuovo, alla Samb. Il mister romano torna dopo quasi 18 anni dall’inizio della sua carriera di allenatore coi rossoblu nella inedita, per lui, veste di Direttore Tecnico. 

In un incontro di presentazione (da remoto) con la stampa parla di come ha maturato la decisione di accettare l’incarico: “Ho avuto un colloquio con il presidente Serafino, con cui avevo già parlato informalmente per la verità, d’altronde vivo qui da 20 anni” ricostruisce Colantuono “poi nell’ultima settimana è maturata da parte sua questa idea e io ci ho riflettuto e alla fine ho detto sì. Perché ho detto sì? A San Benedetto mi ci sono fermato a viviere e il legame con squadra e città è molto forte, la Samb mi ha dato molto in passato e quando si è presentata questa occasione ho detto sì. Nella mia vita” prosegue “ho un paio di club che mi sono rimasti nel cuore più degli altri, una è l’Atalanta e una è la Samb”.

Colantuono rischia di essere una figura ingombrante per mister Montero? “Ho avuto già un colloquio chiaro con Montero e gli ho spiegato come stanno le cose e quali saranno le dinamiche. Se Montero e lo stesso Ds Pietro Fusco lo vorranno e lo riterranno opportuno potranno avvalersi della mia esperienza. Però voglio essere chiaro: io sono qui per 5 anni per fare il direttore tecnico senza invadere i ruoli di altri, non voglio fare l’allenatore anche se quella resta la mia carriera”.

In quali ambiti Colantuono pensa di dare il suo contributo? “Il presidente pretende una crescita globale del club, la nascita di un Modello-Samb e ciò che mi ha convinto è stato anche l’impegno di Serafino in questa direzione: per esempio lui, dopo anni di tentativi andati a vuoto da parte degli altri, è riuscito a creare un Samba Village. Nella pratica seguirò sempre anche gli allenamenti sia della prima squadra che delle giovanili”.

Sugli obiettivi: “Alla gente non dobbiamo promettere il primo, secondo o un terzo posto ma un campionato all’altezza con il campo che poi darà i suoi responsi. Poi, parallelamente, puntiamo alla creazione di un modello di riferimento che già si sta formando con la composizione di uno staff di professionisti importanti dal mister al Ds, passando per il team manager, i dirigenti, gli uffici di comunicazione”. Quanto è stata importante la famiglia nella scelta di tornare alla Samb? “Io oltre un anno fa ho dovuto lasciare la Salernitana per gravi problemi familiari e proprio la mia famiglia è stata una dei fattori che mi ha spinto a tornare a San Benedetto”.

 


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