ACQUAVIVA PICENA – L’arte di Matteo Fato arriva ad Acquaviva.

Fiamma d’Amore Viva (il cielo e la terra non appartengono alla parola) è il nome della mostra che verrà inaugurata sabato 12 settembre alle ore 18 presso la Fortezza Medievale.

A cura di Adele Cappelli, assunto di Gianni Garrera, l’esposizione sarà attiva fino al 10 ottobre.

Il lavoro di Matteo Fato ad Acquaviva Picena trae spunto dall’incontro con il paesaggio in opere che raccolgono luci e bagliori di terra e aria dagli orizzonti di monti e mare. L’opera di Fato s’insinua dove cielo e terra non appartengono alla parola e affida a un’antica fiamma, alimentata dallo sguardo dell’arte e dai versi di Giovanni della Croce, l’azione di accendere il borgo. Nell’antica frazione medievale, il termine “fuochi” identificava i nuclei familiari residenti, così Fato, con Fiamma d’Amore Viva, torna a contrassegnare uno spazio intimo, di momenti vivi alla percezione. Al tempo stesso, Fato si riallaccia alla metaforica funzione comunicativa della fiamma, dalle torri di avvistamento. Così, in Fortezza, alcune opere anche al centro di azioni documentate e proiettate all’interno di una delle torri, aggiungono alla loro identità i segni del transito della storia recente e del presente. Nel torrione ovest, una scultura, mantenendo viva la sua memoria, incontra l’azione della fiamma mentre, alla sommità della torre sud, una seduta in legno con inciso a fuoco uno scritto di Gianni Garrera letto in occasione dell’inaugurazione, marca un altro punto di osservazione del paesaggio come anche l’opera-vessillo, issata sul mastio e già segnata dai residui della pittura che, qui nell’esposizione agli eventi, si rigenerano. Così la fiamma, tra scambi e riti, come un sigillo, torna a fungere da dispositivo e tessuto connettivo tra piccole azioni discrete, sguardo dell’artista, paesaggio, visitatore, storia del borgo. Ancora, nelle stradine nel borgo, tre dipinti, ispirati a un’edicola votiva con una madonna in argento incastonata nel muro frutto di una sessione di pittura en plein air dalla cima delle torri, restituiscono al visitatore lo sguardo-respiro dell’indissolubile trama di terra e cielo. (A. Cappelli)

“La bellezza del mondo, nel suo paesaggio, brucia gli occhi; bisogna arrendersi, sventolare una bandiera bianca sporca delle ceneri che cadono dagli occhi, farla pulire dal vento, per poterli curare; prima di dipingere (ancora).” – Matteo Fato

 

Matteo Fato

Matteo Fato vive e lavora a Pescara. Partendo dalla critica al concetto di unicità, Matteo Fato esegue indagini sul rimando continuo, sul mistero della concomitanza, confrontando ordini di realtà attraverso la mediazione della pittura. La sua ricerca mira a rintracciate il nodo speculare che lega la cosa alla sua immagine – cioè all’opera – e a superare l’eterogeneità delle cose naturali e verosimili attraverso incastri innaturali e attributi inverosimili. La pittura precede la Natura, è la Natura a imitare l’arte: il rapporto tra apparenza e realtà è rovesciato.
Ha partecipato a numerose mostre in gallerie private e musei pubblici in Italia e all’estero. Nel 2010 è stato in residenza presso ArtOmi, New York; nel 2012 ha concluso la residenza presso la Dena Foundation for Contemporary Art di Parigi. Nel 2015 è stato artista in residenza presso il Nordic Artists’ Centre Dalsåsen (NKD) in Norvegia. Nel 2016 ha partecipato alla Quadriennale di Roma. A Marzo 2018 ha inaugurato una personale dal titolo “Eresia (del) Florilegio” presso la Galleria Nazionale delle Marche, Palazzo Ducale, Urbino; nel 2019 ha inaugurato una personale dal titolo “Scena Notturna sul Mare” presso il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro. Dal 2009 ad oggi è docente di Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino.

 

Acquaviva Picena
Il borgo medievale di Acquaviva Picena è cinto da mura e bastioni e culmina nella poderosa fortezza, capolavoro dell’architettura militare rinascimentale. La piazza è il baricentro del centro storico, disposto in forma allungata fra due colli opposti. Le strade del borgo corrono fra loro quasi parallele e sono raccordate da rampe gradinate, come il pittoresco vicolo del Trabucco. Da visitare la chiesa romanica di San Rocco, al cui interno è conservata la pregevole statua lignea del Santo, e la Chiesa di San Lorenzo, contenente un retablo seicentesco.
Sono diversi i monumenti di interesse storico e culturale: la fortezza, costituita da un quadrilatero irregolare con bastioni angolari che chiude una corte; il vicolo del Trabucco, dove anticamente erano depositate macchine belliche simili a catapulte; la chiesa e convento di San Francesco, fondati secondo la tradizione dello stesso Santo di Assisi; il Museo della Pajarola, dove sono conservati cesti intrecciati di paglia e salice di produzione artigianale. Di particolare rilievo è il percorso museale La Fortezza nel Tempo, fruibile presso il Museo Archeologico all’interno della torre maggiore (Mastio) della fortezza medioevale: una suggestiva presentazione multimediale consente di osservare i reperti esposti al momento del loro rinvenimento,visitare virtualmente gli scavi che hanno consentito di svelare e ricostruire le più antiche fasi edilizie e le ricostruzionidell’edificio – un interessante viaggio attraverso le principali fasi storiche del monumento e del territorio.
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