SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Anche quest’anno ritorna alla grande il Festival del mare, un evento che riunisce a lavorare insieme artisti nazionali e internazionali sul lungomare di San Benedetto del Tronto AP, il Mam (Museo d’Arte sul Mare). Gli Artisti, protagonisti in questo evento culturale, danno vita alle loro opere sotto gli occhi dei passanti.
Mentre gli scultori realizzano le sculture sul molo, scavando i massi, i pittori si dedicano alle murales, trasformando cosi il lungomare con il magico tocco d’artista.

Uno degli artisti invitato a partecipare al Festival quest’anno è Genti Tavanxhiu. L’artista, residente da 28 anni in Italia, è noto per i suoi successi internazionali nel campo della scultura monumentale.
La sua carriera artistica lo ha portato in giro per il mondo, dove ha realizzato opere pubbliche, mostre personali, eventi culturali, ottenendo diversi premi e titoli di riconoscimento. Ha organizzato, coordinato e diretto dieci simposi internazionali di scultura a Korça (Albania), uno a Elbasan (Albania) e tre simposi in travertino, a Spinetoli (Italia).

Durante il festival del mare, Tavanxhiu sarà protagonista in 3 giorni particolari . Le serate più importanti della rassegna sono: il 5, il 6 e il 10 settembre.

Il 5 settembre l’apertura della mostra presso la Palazzina Azzurra. L’artista Genti Tavanxhiu presenterà la nuova collezione d’arte, dove saranno esposte una decina delle suoi opere, quadri e sculture. La serie dei quadri caratterizzati da tinte accese, vanno in armonia con le forme delle sculture. L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 20 di settembre.

Il 6 sarà la serata della conferenza stampa riguardo al Action Painting, sempre presso la Palazzina Azzurra, dove il pubblico presente avrà l’onore di ammirare da vicino anche la art performance.

La performance d’arte consiste nella collaborazione dei tre artisti, usando la tecnica di doping, realizzano sotto gli occhi dei presenti dipinti di acrilico su carta. Serata diversa e molto particolare per tutti gli amanti dellarte e tutti gli appassionati della fotografia. Si tratta di una esibizione live e nel vedere la nascita di diverse opere su carta.

Il 10 settembre sarà il momento dell'”action painting”, dove Genti Tavanxhiu insieme ai suoi due colleghi Pio Serafini e Stefano Tamburrini, dovranno realizzare il murales. Un vero e proprio show che inizia alle 17, presso il lungomare di San Benedetto del Tronto. Uno scontro vero e puro con il masso di blocco di cemento, nella quale dovranno realizzare il loro progetto triangolazioni. La particolarità di questo pomeriggio e che fa la distinzione con gli altri artisti chiamati a partecipare in questo evento, rimane nel fatto che, il gruppo “Tre” deve realizzare il Murales entro il pomeriggio, mentre gli altri artisti hanno tempo una settimana per concludere loro opere.

Tavanxhiu ha il suo laboratorio artistico tra le bellissime colline, posto d’incanto, nel cuore del Piceno, dove anima le sue opere.
Genti ha lasciato le sue orme anche su questo lungomare. È sua l’opera dedicata a Monsignor Schiocchetti, parte del patrimonio culturale della città, che è diventato uno dei punti turistici più fotografati. La vela è un monumento in travertino, alta 7,5m, realizzato dall’artista nel 2005.

Considerazioni sulla tecnica pittorica di Genti

Dalla osservazione delle opere in mostra al primo piano della Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto dall’artista Genti Tavanxhiu, si può capire immediatamente che la tecnica pittorica messa in atto è simile a quella impiegata nelle sue sculture.
Quello che subito colpisce sono le dimensioni notevoli dei quadri, che sono eseguiti su supporti rigidi (vecchie tavole di legno e materiali di recupero) che hanno un forte impatto visivo ed emotivo sull’osservatore.

La rinuncia all’impiego della tradizionale tela impiegata dai pittori, da parte dell’artista, non è una scelta casuale ma motivata dalla necessità di avere una superficie rigida e resistente che permette una lavorazione lunga e faticosa sulla superficie, forse ricorda il materiale impiegato nelle icone dell’arte greco-ortodossa.Il processo creativo pittorico è simile a quello scultoreo e sotto intende sempre fatica e sofferenza fisica che coinvolge tutto il corpo dell’artista.

Dopo la preparazione della superficie pittorica con l’impiego della fuoco, le figure sono delineate nell’insieme con potenti e larghe pennellate di colori puri, come se fossero sbozzate con la “subbia” nella pietra, segue un lungo lavoro di rifinitura eseguito con tratti più sottili di vari colori preferibilmente opposti che si sovrappongono fino a formare una superficie intrecciata di segni simile a quelli generati dalla “gradina” nelle sculture.

Osservandoda vicino le tavole dipinte emerge una tessitura eseguita anche a secco con l’impiego di abrasivi e della fiamma al fine di ottenere una stratificazione dei colori che culmina con l’applicazione della cera naturale che ricopre e protegge la superficie dipinta generando un effetto encausto.

Considerazioni sulla “mano” dipinta e quella scolpita

Nel dipinto in foto l’artista, partendo dalla impostazione della figura femminile che evoca forme di Michelangelo ed attingendo alla tradizione iconografica figurativa mediterranea, raffigura la mano destra con semplici colpi di pennello che richiamano l’arte arcaica primitiva.

L’opera scolpita nella pietra è invece eseguita attraverso l’impiego di una sapiente tecnica scultorea che richiama il virtuosismo della arte greca ellenistica, in cui la materia viene ricoperta (dipinta) con una patina che riproduce la superficie tattile della pelle.La mano simbolicamente esprime il bisogno e la nostalgia di una carezza intesa come riscoperta del tatto.

In tempi di pandemia da coronavirus in cui è vietato la “vicinanza” tra le persone, l’arte di Genti, attraverso le mani dipinte e scolpite che cercano tenerezza, vuole sottolineare un aspetto tipico della natura umana: la necessità di vivere un contatto fisico con l’altro. Attraverso l’osservazione delle due mani possiamo comprendere la raffinata competenza artistica di Genti che riesce a fondere in una sintesi personale ed originale le due culture del mare Adriatico.


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