GROTTAMMARE – Servizio “al banco” per i bambini che usufruiranno della mensa scolastica a Grottammare.

Tra i preparativi per il rientro a scuola in presenza e in sicurezza, un’altra importante novità è rappresentata dall’adattamento del servizio di ristorazione scolastica ai protocolli imposti dall’emergenza sanitaria, che hanno portato cambiamenti nelle modalità di gestione ma anche nelle tariffe.

Tuttavia, con alcuni risparmi di bilancio uniti al reinvestimento delle somme stanziate per la mensa ma non utilizzate causa lockdown, l’Amministrazione può garantire il contenimento dell’aumento dei buoni pasto, calcolato in 1,75 euro cadauno, a 0,20 centesimi per i primi mesi dell’anno scolastico.

Pertanto, fino al 31 dicembre, il costo dei buoni pasto sarà maggiorato di 20 centesimi rispetto al passato (tariffe nella tabella in allegato); al permanere delle condizioni attuali, sarà aumentato di 1,75 da gennaio 2021.

I conteggi elaborati dagli uffici finanziari sono stati approvati dalla Giunta comunale lo scorso agosto.

La decisione arriva dalle condizioni più onerose in cui dovrà svolgersi il servizio, pensato sia nel rispetto delle misure anti contagio sia in termini di salvaguardia della qualità delle pietanze: i bambini consumeranno in classe il pasto, che verrà servito con sporzionamento al momento della consumazione direttamente nel plesso scolastico (metodo multi porzione) e, dunque, non confezionato in altra sede (metodo mono porzione).

“Le priorità di questo anno per il servizio mensa sono state qualità e sicurezza – dichiara il sindaco Enrico Piergallini -. La nuova modalità di somministrazione, che prevede un vero e proprio servizio al banco, ha richiesto inevitabilmente un maggiore impiego di risorse umane ed economiche che ha comportato l’ aumento dei costi di gestione. Abbiamo fatto il possibile per non far ricadere questo aumento sulle spalle delle famiglie per l’esercizio economico 2020, dunque fino a dicembre, impegnando tutte le risorse a disposizione. Per il 2021 è ancora presto: non sappiamo se questa operazione di disinnesco che abbiamo compiuto fino alla fine di questo anno sarà replicabile anche da gennaio. Molto dipende da quanto il Governo sarà vicino agli enti locali, attraverso ulteriori trasferimenti di risorse immediatamente disponibili per far fronte alle maggiori spese che la pandemia sta comportando”.

La refezione scolastica è un servizio “a domanda individuale”, che viene erogato, cioè, a richiesta degli interessati. Il costo è coperto in parte dai buoni pasto (acquistati dalle famiglie che ne usufruiscono), in parte da fondi comunali (cioè dalla collettività). La spesa complessiva per l’anno 2020, adeguata ai protocolli obbligati dall’emergenza sanitaria, è di 533.577,17 euro. L’incidenza del contributo individuale è del 54,8% (291.249,75 euro).


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