FERMO – Alle prime ore dello scorso 18 luglio, presso l’abitazione di uno straniero regolarmente residente a Fermo, si sono presentati due uomini.

Dalla Questura di Fermo raccontano in una nota stampa diffusa il 2 settembre: “I due soggetti, dopo aver bussato insistentemente alla porta e fingendo di essere amici di un persona conosciuta dallo straniero, riuscivano ad accedere nell’appartamento travisati con il viso coperto da una mascherina chirurgica”.

“Subito dopo, accusando l’uomo di aver fatto qualcosa di ‘sbagliato’, uno dei due soggetti estraeva dalla tasca un coltello con il quale riusciva, per un breve tempo, a tenere a distanza lo straniero mentre l’altro metteva a soqquadro gli ambienti dell’abitazione alla ricerca di qualcosa, appropriandosi dei pochi euro che riusciva a trovare – prosegue la Questura di Fermo – Approfittando di un momento di disattenzione dei due, la vittima reagiva, lanciando prima una sedia e scagliandosi poi contro il soggetto armato di coltello, ne nasceva una violenta colluttazione nel corso della quale l’arma cadeva a terra ed entrambi gli aggressori, probabilmente intimoriti dalla improvvisa reazione dello straniero e dal timore che arrivasse qualcuno in aiuto del malcapitato, si davano alla fuga dalla porta di ingresso”.

Dalla Questura fermana aggiungono: “Ricevuta la denuncia della vittima, la Polizia di Stato ha immediatamente attivato le ricerche dei responsabili malgrado pochissimi elementi a disposizione ovvero l’ora e la via di fuga ed alcune vaghe indicazioni sul tipo di vettura utilizzata per allontanarsi dal luogo della rapina”.

“Grazie ai sistemi di videosorveglianza cittadina, gli investigatori della Squadra Mobile della Questura sono riusciti ad individuare alcuni veicoli in transito nelle zone dell’evento ove erano presumibilmente passati i delinquenti, restringendo numericamente sempre più l’attenzione su quelli che potevano essere collegati con il violento episodio criminale” dichiarano dalla Questura.

I funzionari aggiungono: “Inoltre, malgrado l’ora dei fatti denunciati, gli operatori della Squadra Mobile acquisivano alcune testimonianze riuscendo, anche con tali elementi, a indirizzare le specifiche indagini nei confronti di un particolare veicolo che si era allontanato, in velocità, dalla zona del reato denunciato. Incrociati tutti gli elementi a disposizione ed individuato l’automezzo ricercato, gli investigatori risalivano al proprietario dello stesso, un cittadino italiano trentenne residente a Fermo, già conosciuto dalle forze dell’ordine per i suoi precedenti inerenti lo spaccio di stupefacenti ed i reati contro il patrimonio”.

Dalla Questura concludono: “Per l’uomo, già sottoposto ad una misura limitativa della libertà personale, ancora in corso, l’Autorità Giudiziaria disponeva, sulla base degli elementi di responsabilità raccolti dalla Squadra Mobile, l’arresto. Dopo alcune ricerche il soggetto veniva rintracciato ed accompagnato in carcere.Veniva identificato anche il secondo soggetto, coetaneo del primo, a carico del quale veniva accertata la complicità nella rapina, il quale è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria”.

La Questura, però, aggiunge: “Ulteriori accertamenti sono in corso per risalire alle effettive motivazioni della violenta aggressione”.

 


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