ALBA ADRIATICA – Le indagini, mai interrottesi, dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Alba Adriatica, diretti dal Tenente Colonnello Emanuele Mazzotta, in ordine alla furibonda rissa scatenatasi la notte del 18 agosto sul lungomare Marconi, di Alba Adriatica, all’esterno di uno stabilimento balneare, hanno consentito di identificare ulteriori tre giovani facenti parte del gruppo teramano che, con gli altri tre coetanei già identificati, si contrapponevano ad un gruppo di cinque giovani romani, pure essi tutti identificati e deferiti alle competenti Procure della Repubblica (Teramo e Tribunale per i Minorenni di L’Aquila).

Le testimonianze raccolte da alcune persone presenti sul posto, nonché la visione dei filmati, ha consentito di ricostruire le fasi immediatamente precedenti (i due gruppi che si fronteggiano), l’aggressione – partita da un ragazzo romano che con una bottiglia colpisce un suo avversario – e l’immediata reazione dei teramani, nonché di attribuire ai soggetti identificati il loro attivo coinvolgimento nella rissa.

L’irrazionale ed irresponsabile episodio ha suscitato grande preoccupazione tra i cittadini ed i turisti che numerosi, proprio quella notte, passeggiavano su quel tratto di lungomare.

Segnali di miglioramento – dei due giovani feriti –, fortunatamente giungono dall’Ospedale Civile “G. Mazzini” di Teramo, dove gli stessi sono stati immeditatamente trasportati, per le gravi lesioni riportate all’addome ed al torace e che hanno reso necessari urgenti interventi chirurgici per evitare ulteriori e più gravi conseguenze.

Continuano intanto le attività di indagine a cura dei Carabinieri operanti, coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Teramo – Silvia Scamurra –, finalizzate a identificare chi, materialmente, armato o armati di coltello, quella notte, hanno ferito gravemente i due giovani teramani. Inoltre, secondo quanto si è appreso, la rissa era stata originata da un apprezzamento rivolto a due ragazze da un gruppo di giovane del posto – evidentemente mal sopportato da due giovani romani che l’accompagnavano – che di li a poco tornavano con altri tre loro concittadini per affrontarli.


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