di Giuseppe Buscemi con Antonio Di Salvatore

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il recente “decreto agosto” varato di recente del governo è stato il tema principale dell’incontro promosso dai dirigenti piceni e marchigiani di “Fratelli d’Italia” al Caffè Florian, anche in vista delle prossime elezioni regionali del 20 e 21 settembre, quando la coalizione di centro-destra sosterrà il candidato presidente Francesco Acquaroli.

Assente a questo incontro, Acquaroli però sarà presto a San Benedetto per la presentazione ufficiale della lista dei quattro candidati piceni di Fratelli d’Italia, ha assicurato il commissario regionale di Fdi, Emanuele Prisco.

E a proposito del cosiddetto “decreto agosto” per ora noto soltanto a grandi linee solo sulla carta – ha affermato l’europarlamentare di Fdi, Carlo Fidanza – va detto che “non si è tenuto conto affatto delle gravi difficoltà delle Marche e in particolare dell’area picena”.

“Non basta un semplice sgravio fiscale di qualche mese per un territorio che, oltre alla pandemia, ha vissuto anche il dramma del terremoto. Mentre i fondi del Recovery Found, 209 miliardi di euro – ha aggiunto il parlamentare europeo – rischiano poi di essere stanziati soltanto a giugno/luglio del 2021, quando per molte imprese potrebbe già essere troppo tardi. Attendiamo risposte immediate e concrete da parte del Governo”, ha concluso Fidanza.

Da parte sua Emanuele Prisco – che oltre ad essere commissario regionale di Fdi è deputato e componente della commissione Affari costituzionali della Camera – ha specificato che “a causa delle differenziazioni territoriali con il Sud Italia, c’è il concreto rischio di creare un dislivello economico enorme tra Ascoli e Teramo, nonostante che i due territori siano geograficamente confinanti e in concorrenza imprenditoriale fra loro”. “Ciò secondo noi è avvenuto – è la conclusione di Prisco – a causa di una gestione inappropriata delle risorse economiche da parte di chi finora ha governato la regione”.

Guido Castelli, già sindaco di Ascoli per due amministrazioni ed oggi dirigente nazionale Enti locali per Fdi, a tal proposito ha fornito dati significativi: “Nei primi cinque mesi del 2020, nelle Marche c’è stata una cessazione di imprese superiore alla media nazionale (23 mila nella nostra regione; 16 mila nel resto d’Italia). E più di un quarto di queste imprese, il 28% – ha aggiunto Castelli – riguarda proprio la provincia di Ascoli Piceno. Il principale obiettivo che ci poniamo in caso di vittoria alle prossime elezioni, sarà creare una vera e propria “Filiera Adriatica”, dialogando costantemente con Abruzzo e anche Puglia su temi come ad esempio le grandi infrastrutture e l’alta velocità ferroviaria. Insomma bisogna unire le forze”, ha concluso.

E sulla valutazione che il governo non avrebbe inserito le Marche nel progetto ripartenza è tornato a insistere il sambenedettese Andrea Assenti, già vice-sindaco e assessore ai Lavori pubblici per quattro anni nell’amministrazione comunale Piunti.

E merita che sia dia conto infine della orgogliosa risposta che Assenti ha dato alla domanda se egli – qualora fosse eletto in Regione – intenda applicare anche lì gli stessi metodi di gestione politico-amministrativa finora dimostrati a San Benedetto, con evidente riferimento alla discussa e controversa vicenda della vendita dell’edificio già sede della Scuola “Curzi”. “Secondo me è un modello vincente – ha affermato con coraggio–  e i risultati delle nostre realizzazioni si vedranno nel medio e lungo periodo”.

 

 


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