SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una variazione di bilancio adottata con Delibera di Giunta del 1 luglio scorso manda su tutte le furie l’opposizione di San Benedetto e in particolare i consiglieri Giorgio De Vecchis, Rosaria Falco e Marco Curzi che convocano la stampa. 

L’atto amministrativo in questione (cliccate qui per leggerlo), in sostanza trova nei meandri di bilancio circa 130 mila euro di risparmi derivanti dall’appalto degli scuolabus detenuto dalla ditta Fratarcangeli di Frosinone, per i mesi di lockdown in cui di scuole e scuolabus non ne ha avuto bisogno nessuno. Ma se 30 mila euro di questi soldi il Comune si è impegnato a restituirli ai genitori che avevano già pagato l’abbonamento annuale al trasporto scolastico, gli altri 100 mila l’amministrazione Piunti ha deciso di farli finire nel capitolo Festa della Marina, per finanziare le tradizionali celebrazioni di fine luglio con tanto di fuochi d’artificio.

Ed è qui che si scatena l’ira dei tre consiglieri d’opposizione. “Pensano solo al panem et circensem per avere consensi elettorali” tuona Rosaria Falco “quei soldi potevano andare a chi è in difficoltà economica in questo momento”. Ricorda infatti Curzi: “Invece di stanziarli per le celebrazioni, quei 100 mila euro il Comune poteva spenderli per le famiglie che sono rimaste fuori dai bonus per i buoni pasto perché ricordiamo che il comune ha speso solo il soldi che gli sono arrivati dal Governo e su 2300 famiglie in difficoltà economica post Covid solo 1300 sono state pagate, ben 1000 sono rimaste fuori”.

In più per i tre di opposizione anche i vari concerti che si terranno in città in estate potevano essere evitati o ripensati, forse: “Non saranno quei concerti a salvare il turismo sambenedettese quest’estate” è il pensiero di De Vecchis “e  pensiamo che adesso i contributi comunali per un evento, che è fruibile dalla metà delle persone spesso per i distaziamenti obbligatori, danno a parità di spesa benefici personali per i fruitori in minore quantità rispetto al passato”. E se la Falco ricorda che ad Ascoli hanno stoppato anche i fuochi per la festa del patrono Sant’Emidio e annullato la Quintana, De Vecchis prosegue:“In un periodo come questo, in cui ci sono tante preoccupazioni economiche per quello che è accaduto e che potrebbe accadere se torna il Covid, anche se speriamo di no, emerge ancora una volta l’incapacità di questa amministrazione di prendersi responsabilità. In altri comuni si annulla l’Imu, si sospendono pagamenti dei tributi e si aiutano le famiglie mentre qui si fa festa e si spendono decine di migliaia di euro”. 


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