SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo una nota inviataci dai soci di Areamare Srl ì, i quali si lamentano con il sindaco Piunti che si è rifiutato di incontrarli  in presenza di terzi per discutere di un progetto che i firmatari ritengono legittimo. La zona in questione è quella ad ovest della piscina comunale

“Egregio signor sindaco,

Per quanto possa apparire fuori dall’uso la replica ad una dichiarazione del primo cittadino, non possiamo far passare “inosservate” le Sue considerazioni relative al comportamento di questa società che intende avvalersi di quanto indiscutibilmente le spetta con pieno diritto.

La Sua indisponibilità a riceverci, per dar vita ad un tavolo di lavoro – aperto alla presenza anche di terzi (presumiamo la stampa. Ndr) – finalizzato a trovare possibilità migliorative al nostro progetto – realizzato su specifiche indicazione del suo ufficio tecnico – ci ha suggerito e convinto di passare alla elaborazione di una soluzione urbanisticamente prevista e consentita dalle norme vigenti: discoteca e ostelli per la gioventù.

Il nostro avvalersi di quanto ci compete non può essere commentato come una minaccia innescata dalla proprietà poiché – se così fosse – dovremmo pensare ed ammettere che le attuali norme del PRG furono dettate da decisioni cariche di cattiveria e quant’altro nei confronti della proprietà.

Noi però riteniamo che così non sia stato.

Minacciare, tra l’altro, significa ricattare. Questa società non ha mai minacciato o ricattato alcuno, tanto meno le istituzioni.

Le Sue affermazioni pubbliche offendono la nostra società che rimane sensibilmente scossa.

Restiamo, comunque, sereni e confidiamo che gli uomini non amministrano “contro qualcuno”, ma a favore della collettività, liberando decisioni e pratiche da burocrazie inutili che non valutano tempi e costi: elementi, questi, solitamente forieri di ritardi e sprechi ai danni di molti per la soddisfazione di qualcuno.

Solo una visione limitata e distorta può far pensare che chiedere l’esercizio di un diritto possa equivalere alla proposizione di una minaccia; se poi questo pensiero dovesse aleggiare nella mente del primo cittadino, sarebbe sinonimo di un segno grave e pericoloso.

Riteniamo però che l’espressione, male usata e peggio gestita, vada ricondotta ad un “absit iniuria verbo”.

Ci scusiamo per il tempo che le abbiamo sottratto e Le auguriamo buon lavoro e tanta serenità”

Firmato: Area mare Srl


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