SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Di seguito una nota, giunta in redazione, del sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti e dell’Assessore alle Politiche Sociali Emanuela Carboni. 

Abbiamo appreso con piacere della notizia che la Regione Marche, attraverso l’operazione “Piattaforma 210”, intende sostenere, tra le altre categorie, anche le famiglie che devono pagare l’affitto e che hanno subito una diminuzione del reddito a causa dell’emergenza epidemiologica.

In attesa di conoscere requisiti e tempi di presentazione di un sostegno fortemente atteso da tanti marchigiani in difficoltà, sappiamo però che le domande potranno essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma telematica regionale e che sarà necessario disporre dello Spid.

Se l’informatizzazione delle procedure è un passo auspicabile per snellire l’attività della pubblica amministrazione, è evidente che la transizione necessiti di “step” graduali quando l’interlocuzione con gli utenti assume un rilievo essenziale.

La gradualità diventa poi elemento cruciale quando l’utente destinatario dell’attività amministrativa non è rappresentato da imprese o professionisti che hanno strumenti e le competenze per accedere ai sistemi informativi, ma da cittadini che, per intuibili motivi, hanno difficoltà ad accedere ad una piattaforma informatica solo per ottenere un aiuto sociale, per di più essendo costretti ad utilizzare come strumento di identificazione lo Spid.

Nonostante i proclami a livello nazionale, sinora sono state erogate poco più di 7 milioni e mezzo di identità digitali, numero che di per sé dimostra quanto sia prematuro richiederla come modalità esclusiva di riconoscimento e, di conseguenza, di accesso a benefici pubblici.

Tanto più che chiunque abbia fatto l’esperienza di attivarla può testimoniare che per avere lo Spid è necessario seguire una procedura non semplice e soprattutto non gratuita, a meno che non ci si voglia sottoporre a lunghe code agli uffici postali per la fase di riconoscimento.

Converrà che, almeno per questa misura di “Piattaforma 210”, si sarebbe potuta fare un’eccezione consentendo la presentazione di domande anche in forma cartacea, magari avvalendosi, come la Regione già fa per tanti altri bandi ad alto impatto sociale, del supporto dei Comuni.

Le chiediamo quindi di valutare la possibilità di riconsiderare questa decisione nell’esclusivo interesse dei cittadini che, specialmente in questo periodo, vanno sostenuti anche agevolandoli nella fase di accesso ai sostegni.

 


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