DA RIVIERA OGGI n. 1213 IN EDICOLA

Serafino per Fedeli. Aria nuova in casa rossoblu. Nel giro di un paio di settimane la nostra beneamata squadra di calcio ha cambiato radicalmente pelle, dopo cinque anni che, nel bene e nel male, hanno fatto riparlare di calcio giocato come non capitava da tantissimo tempo. Insomma, in questo momento non mi sento di addossargli colpe specifiche e mi auguro di non doverlo fare in un prossimo futuro.

Sessanta mesi in chiaro-scuro ma con risultati, alla resa dei conti, accettabili. Una promozione dalla serie D alla serie C, due ottimi play off nei quali siamo stati eliminati dalla corazzata Lecce e dal Cosenza, secondo me, per strane circostanze. In molti oggi recriminano per l’esonero di mister Capuano ad una partita dalla fine, dimenticando due particolari importanti: il primo per il problema psicologico che ebbe il portiere Perina perchè nella porta della Samb ma di proprietà del Cosenza, la squadra che ci eliminò troppo facilmente con due gol appena servivano, in Calabria subito dopo il nostro pareggio, in casa nostra al primo tiro in porta da quasi 30 metri.

L’altro problema che pochi sanno, o non vogliono ricordare, è che la Samb aveva perso tre partite su 4 perdendo di vista il Sud Tirol con due gol fatti e sette subiti. Problema al quale va aggiunto quello caratteriale che non può essere importante soltanto se riguarda Franco Fedeli. Il buon Eziolino, forse per ingenuità, era solito offendere il suo presidente con frasi irripetibili che regolarmente qualcuno riferiva al patron rossoblu. Quella fu la goccia che fece traboccare il vaso insieme ai pessimi ultimi risultati sul campo.

Un anno fa play off da decimi ed eliminati a Bolzano per via di una prestazione, a parer mio, poco coraggiosa.

Quest’anno un’ottima partenza poi ben sei sconfitte di fila con Montero in bilico fino alla vigilia dell’epidemia. Comunque ancora play off seppur sempre da decimi. A Padova si giocherà la prima gara (mercoledì 1 luglio alle ore 20.20) ad eliminazione diretta ma stavolta con un nuovo presidente, Domenico Serafino.

Se qualche speranza c’è e se la gara si gioca è per merito suo; con Franco Fedeli presidente sarebbe stata data vinta ai veneti. Se accadeva, l’ex presidente avrebbe commesso il più grande errore della sua permanenza a San Benedetto. Io gliele avevo già cantate e avrei rincarato la dose se la gara non si fosse giocata per sua decisione.

Insomma, finisce male un’epoca come spesso accade nel mondo del calcio, con il tempo i rapporti si deteriorano e non riguarda solo i presidenti ma anche e forse di più allenatori che avevano ottenuto ottimi risultati negli anni precedenti. Il tempo logora e i dissidenti aumentano di anno in anno quasi in modo naturale.

Io ritengo (e credo tanti altri sportivi) di dover ringraziare la famiglia Fedeli, in particolare padre e figlio dai quali forse è sbagliato pretendere di più, visto che non mi risultano siano venuti perché tifosi della Sambenedettese Calcio. Hanno apprezzato l’ambiente, in particolare Andrea ma essere tifosi è tutt’altra cosa.

Sabato scorso 13 giugno 2020 Domenico Serafino si è presentato alla stampa, nella veste di nuovo patron rossoblu, tra tanta diffidenza e tanti timori come, per esempio, non era successo con l’arrivo dei Fedeli.

È iniziata così una storia tutta nuova. Alla presentazione fatta per singolo giornale, causa Covid -19, noi di Riviera Oggi ci siamo presentati con tanto di telecamera e con un taccuino pieno di domande.

Gli interrogativi non mancavano per cui abbiamo cercato di  elencarli tutti o quasi un po’ alla volta. Domande che qualcuno ha ritenuto eccessive e magari anche irrispettose, altri invece ci hanno accusato di essere stati troppo morbidi. Due linee di pensiero che non possono che far felice chi fa giornalismo seriamente.

La sorpresa è stata che il compositore calabrese non ha mai ‘battuto un ciglio’ rispondendo ai nostri quesiti con calma e sempre direttamente, senza svicolare.

Ma la cosa che più mi ha colpito è stata la sua serenità: ieri sera (mercoledì 17 giugno) è stato ospite della nostra trasmissione Scienziati nel Pallone (a proposito il nome ha un collegamentocon Capuano perchè spesso ci davano ironicamente l’appellativo di scienziati del calcio). A fine puntata gli ho fatto presente, anche se vuol dire poco, che presidenti precedenti poco seri avrebbero risposto con arroganza alle nostre domande ricorrendo alle minacce, lui no.

A dimostrazione che sicuramente ha una grande dimestichezza con la comunicazione per la quale si è avvalso di Federica Rogato, un’addetta stampa molto apprezzata in campo nazionale.

Dopo i due incontri le mie conclusioni sono state le stesse: se si integrerà copiando le migliori caratteristiche di Franco Fedeli (mi riferisco chiaramente all’aspetto economico) e darà seguito a quanto ha lasciato intendere alle sue prime uscite, nelle quali è apparso l’esatto contrario del patron romano sul piano della qualità comunicativa, il futuro dei nostri colori non potrà che essere roseo.

Niente di certo ancora per cui la cosa più saggia in questi momenti è di non dare giudizi avventati e non legati ai fatti ma di affidarsi al tempo che da sempre è il miglior giudice.

I nostri auguri sinceri a dirigenti e sportivi nella speranza che l’agognata serie cadetta torni ad essere la nostra casa in tempi brevi.


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