SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo la biblioteca, un altro importante presidio culturale cittadino di San Benedetto, la Palazzina Azzurra, riapre i battenti pur con alcune precauzioni necessarie per la sicurezza di tutti: a partire da sabato 30 maggio, tutti i giorni dalle 17 alle 20 tranne il lunedì, il meraviglioso complesso tanto amato dai sambenedettesi tornerà ad essere il fulcro di attività espositive.

E’ stato predisposto un protocollo con le regole che i visitatori dovranno rispettare. Sarà consentito l’accesso ad un numero massimo di 6 visitatori, muniti di mascherina e possibilmente di guanti da indossare per l’intera durata della visita, che dovranno rispettare la distanza interpersonale mai inferiore ad 1 metro ed evitare di toccare arredi o attrezzature.

Si ricomincia da dove ci si era interrotti a causa del “lockdown”, ovvero con la mostra “Nero di seppia su tela” di Franco Paolini, in arte “Prichiò”. “Oltre ad un dovuto risarcimento all’artista che vide improvvisamente sospesa la sua esposizione per cause di forza maggiore – spiega l’assessore alla cultura Annalisa Ruggieri – la scelta di riaprire la Palazzina ospitando i quadri di un artista sambenedettese verace, appartenente ad una delle più conosciute famiglie marinare della città, è un modo per riannodare simbolicamente i fili del rapporto tra la città e uno dei luoghi da essa più amati. La riapertura della Palazzina all’inizio della stagione estiva è simbolica del desiderio che San Benedetto esprime nel voler ripartire accogliendo nel modo migliore chi vorrà essere nostro ospite, nel rispetto ovviamente delle norme di sicurezza”.

Chi andrà in Palazzina ad ammirare i lavori di Paolini, infatti, capirà subito come da essi emerga il desiderio grande di rappresentare la forza del mare e il sentimento degli uomini e delle donne che, con il loro duro lavoro, hanno fatto di San Benedetto un centro peschereccio di grande importanza. 

Sono già stati programmati gli appuntamenti successivi: fino alla fine di agosto la Palazzina Azzurra accoglierà le rassegne delle opere di Paola Anelli (dal titolo “Riflessi”) e poi di Isabella Nurigiani (“Infinite Vibrazioni”) .


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