MONTEPRANDONE – Nella mattinata del 24 maggio è andata in scena, alla Questura di Ascoli Piceno, la conferenza stampa sul fermo eseguito nella serata del 23 a Centobuchi.

Rintracciato il pirata della strada che ha investito e ucciso il 59enne Divo Coccia a Stella di Monsampolo che era in sella alla bicicletta. Ritrovata anche l’auto, nascosta in un garage.

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Sul luogo del sinistro, avvenuto nel tardo pemeriggio, è intervenuta una pattuglia della Polizia Stradale di Ascoli Piceno, che stava perlustrando qualla zona nell’ambito del dispositivo dei controlli predisposti dalla Questura ascolana per impedire la diffusione del Covid-19 e, nel contempo, monitorare il flusso di veicoli con a bordo il popolo della movida.

I poliziotti, coordinati dal Comandante Luca Iobbi, hanno trovato sul selciato, in corrispondenza del luogo dell’impatto tra la bici e l’auto, alcuni frammenti bordeaux lasciati dall’auto investitrice, tra cui quelli di uno spoiler.

Partendo da lì gli investigatori, coordinati dal dottor Gabriele Quaranta, Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Ascoli Piceno, hanno raccolto altre informazioni e messo insieme uno ad uno i pezzi del mosaico, scorgendo pure alcune telecamere, tra cui una installata dal comune di Monsampolo del Tronto, con l’occhio puntato verso via Colombo.

Il sindaco Massimo Narcisi è stato avvisato di quel tragico evento e a quel punto, nella sua veste di Autorità Locale di Pubblica Sicurezza, si è subito adoperato per fornire le immagini ai poliziotti. Nel frattempo sono stati effettuati altri accertamenti e sentiti sul posto alcuni testimoni, che transitavano da lì al momento dell’impatto.

La pista da seguire era quella di un’auto bordeaux, con il parabrezza danneggiato a causa del violento impatto. La Polstrada, coordinata dal Comandante Luca Iobbi, ha visionato attentamente tutte le immagini registrate delle telecamere, trovando l’ultimo pezzetto che mancava nella ricostruzione del complicato puzzle.

Quel tassello era il fotogramma nitido di una Dacia Sandero bordeaux, proprio con il parabrezza introflesso e la targa ben visibile. I poliziotti hanno consultato le banche dati e sono risaliti all’intestatario del veicolo, un familiare del conducente, quest’ultimo poi rintracciato a casa.

E’ un 26enne residente nell’Ascolano che, sottoposto alla prova dell’etilometro, è risultato positivo, con un tasso alcolemico pari a 1,49 gr./l. I poliziotti hanno pure proceduto nei suoi confronti agli accertamenti ematici, al fine di vertificare se avesse assunto anche droghe. Gli esiti si avranno nei prossimi giorni e l’uomo, ora, si trova in stato di arresto, con l’accusa di omicidio stradale.

Durante le fasi della cattura lui è stato assistito dal suo legale di fiducia e la Polstrada ha depositato in Procura un corposo dossier sull’attività di polizia giudiziaria espletata, per la successiva convalida.


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