SAN BENEDETTO – Tutta l’Italia piange la morte di un professionista come Luigi “Gigi” Simoni. Ancor più che per la sua bravura come calciatore prima e allenatore poi, per la sua grande umanità unita ad un’intelligenza non comune.

Io ho di lui non un ricordo personale ma quello di un allenatore che nella serie B dove la mia Samb era di casa, Simoni vinceva campionati in serie ma senza avere il riconoscimento da parte delle società importanti di serie A. Avrebbe meritato l’Inter o una società simile molto prima. Quando lo chiamò Moratti arrivò di corsa a Milano e ci mise una determinazione incredibile anche perché il suo cuore era nerazzurro. Fu molto sfortunato tanto da perdere la sua proverbiale calma nelle famosa circostanza dello ‘scontro’ tra Juliano e Ronaldo. Il motivo del suo esonero l’anno dopo, nonostante la vittoria della Coppa Uefa, è tuttora un mistero.

C’è però chi di Gigi Simoni ha un ricordo molto più ravvicinato. È l’ex presidente della Sambenedettese Sergio Spina. Quando era presidente e dirigente del Gubbio visse, con il Simoni nelle vesti di Direttore tecnico, due anni stupendi e due relative promozioni arrivando dalla serie “D” alla “B”. Così lo ricorda: “Confermo tutto quello che è stato detto di lui dopo l’annuncio della sua scomparsa. Persone così si incontrano raramente nella vita. Un uomo stupendo e umile che a Gubbio non faceva pesare il suo grande passato immergendosi nel calcio di provincia con grande abnegazione e voglia di vincere. Ci riuscì in pieno, a Gubbio lo ricordano tutti come l’autore di un vero miracolo calcistico”


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