SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si pensa a una riapertura controllata dei servizi dedicati a disabili e anziani.

La sala consiliare di San Benedetto del Tronto ha accolto una riunione dell’Unità operativa sociale e sanitaria che ha il compito di valutare, con tutti i soggetti coinvolti, le modalità per una riapertura graduale dei centri semi residenziali sanitari e sociosanitari in attuazione delle disposizioni emanate dalla Regione Marche.

Vi hanno preso parte rappresentanti dell’Ambito Territoriale Sociale numero 21, di Amministrazioni comunali facenti parte dell’Ambito, delle strutture Asur che si occupano di fragilità e delle cooperative che gestiscono i servizi destinati ad anziani e disabili.

Dall’incontro è emerso che prioritariamente è indispensabile rafforzare l’alleanza con le famiglie per capire il reale bisogno di questi servizi tale da superare il timore derivante dai possibili rischi, sempre presenti. In ogni caso, è stato confermato che non potrà essere superato il rapporto di due utenti per ciascun operatore, rapporto che potrà comunque variare in rapporto all’utenza in carico e agli spazi disponibili.

Da parte dei servizi sanitari dell’Asur è giunta piena disponibilità a collaborare per effettuare i controlli per prevenire eventuali diffusioni del contagi mentre i responsabili dei Centri dovranno elaborare progetti per creare le condizioni utili alla riapertura con un aggiornamento del documento di valutazione dei rischi.

“Ci siamo aggiornati al 27 maggio per dare risposte alle necessità emerse dall’incontro – spiega l’assessore alle Politiche Sociali Emanuela Carboni che ha coordinato i lavori in qualità di vicepresidente del Comitato dei Sindaci di Ambito – l’obiettivo è arrivare il più rapidamente possibile alla riattivazione di servizi che le famiglie vedono come un importantissimo sostegno e a cui gli stessi utenti vorrebbero riaccedere. Ma lo dobbiamo fare garantendo la sicurezza di tutti e le misure che saranno adottate condizioneranno necessariamente le modalità di svolgimento delle prestazioni. Però è importante farlo per dare un segnale di ripartenza che sia la traduzione in fatti di quel sentimento di solidarietà che dovrà caratterizzare la fase post emergenziale”.


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