PORTO SAN GIORGIO – Nella notte sul 18 maggio 1977, prima a Porto San Giorgio, allora in Provincia di Ascoli Piceno ed oggi in quella di Fermo e, poco dopo, a Civitanova Marche, nella confinante Provincia di Macerata, sei criminali, alcuni dei quali pluriomicidi ed evasi, appartenenti al cosiddetto “clan dei catanesi”, intercettati da militari delle Compagnie Carabinieri di Fermo e di Civitanova Marche, non esitavano a fare uso delle armi, per cercare di sottrarsi al controllo.

Nel corso dei tre distinti e violentissimi conflitti a fuoco che ne derivarono ed ai quali presero parte, complessivamente, dieci carabinieri, due di questi ultimi, entrambi dopo aver efficacemente reagito con il fuoco delle proprie armi, persero la vita ed altri due furono gravemente feriti. Dei sei malviventi, quattro restarono uccisi e due vennero arrestati.

A bordo dell’autovettura di cui disponevano vennero rinvenuti fucili, altre pistole, munizioni, esplosivi, corde e materiale per il travisamento. Successivamente, venne anche accertato che gli stessi erano appena giunti nelle Marche, da Torino, dove solo tre mesi prima alcuni di essi si erano resi responsabili, per ultimo, dell’omicidio di un Funzionario di pubblica sicurezza e del ferimento di un suo collega, entrambi in servizio alla Squadra Mobile di Torino.

Ai militari dell’Arma vennero conferite, nel complesso, tre Medaglie d’Oro al Valor Militare, due delle quali “alla memoria” dell’Appuntato Alfredo Beni e del Maresciallo Capo Sergio Piermanni e due d’argento, sempre al valore militare, oltre a numerosi riconoscimenti di altra tipologia, molti dei quali attribuiti da enti, associazioni private ed istituzioni del territorio delle Marche.

A Fermo e Civitanova Marche si sono tenute due funzioni religiose per ricordare i militari caduti nella mattinata del 18 maggio.


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