SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Crisi del turismo a causa del coronavirus: ma la Filcams Cgil della provincia di Ascoli rilancia. L’organizzazione sindacale infatti rileva come negli anni passati vi sia stato un uso distorto dei contratti di lavoro nel settore del turismo stagionale e dell’indotto. Così viene lanciata la proposta “Il turismo che vorrei“, un vero e proprio contest nel quale viene chiesto ai lavoratori del turismo di far sentire le proprie idee.

Inoltre la Cgil chiede l’apertura di un tavolo straordinario sul turismo affinché si possano sviluppare protocolli in piena sicurezza per i lavoratori del settore e di garantire che l’economia turistica locale “si fondi su basi nuove, etiche e sane”.

Di seguito la lettera che accompagna il contest.

***

La Filcams Cgil della Provincia di Ascoli Piceno con questo scritto vuole fornire un contributo per la risoluzione delle problematiche che sta affrontando il comparto del turismo in conseguenza della emergenza Covid-19 ed al contempo vuole rivolgere un appello a tutti i cittadini, a tutti i lavoratori, alle istituzioni, alle forze politiche, alle associazioni datoriali.

L’economia dei comuni soprattutto della costa adriatica della provincia di Ascoli Piceno si è sviluppata, in questi ultimi decenni, in grandissima misura attorno al flusso turistico che interessava il nostro territorio soprattutto durante la stagione estiva.

La drammatica esperienza che tutti noi stiamo vivendo ha mostrato anche la grande debolezza che la Filcams Cgil ha sempre denunciato e che è oggi è sotto gli occhi di tutti.

L’impiego massivo di lavoro grigio, sia per i lavoratori stagionali che per quelli annuali, l’uso distorto dei contratti a chiamata, con l’apertura in chiaro solo di pochissime chiamate al mese,  ci offre ora il suo tragico conto.

Il compenso mensile di questi lavoratori veniva nella maggior parte dei casi integrato da quote erogate in nero, a parziale copertura delle ore che non venivano denunciate all’Inps. Quasi sempre le assunzioni erano con part time a poche ore settimanali a fronte di 40 ore settimanali ed oltre.

Il conto lo pagano ora questi lavoratori che si trovano ad avere accesso ad ammortizzatori sociali che saranno erogati evidentemente solo per la parte di lavoro soggetta a contribuzione Inps.

Molto spesso sono solo pochi spiccioli!

Non si pensi però che questo disagio lo pagheranno solo questi lavoratori, perché molta parte del denaro che nei prossimi mesi non circolerà nel nostro territorio sarà anche il frutto di questo peccato originale.

In queste settimane sarebbe già dovuta partire la stagione estiva, da essa non traevano beneficio solo i settori del turismo, ma in generale tutte le attività produttive sul  territorio, nessuna esclusa.

E’ questo il momento di valutare con estrema urgenza cosa fare.

Una prima condizione indispensabile è che dal nostro territorio, da tutte le parti interessate, lavoratori, aziende, istituzioni deve partire una straordinaria richiesta di immissione di denaro da parte delle istituzioni nazionali e regionali a supporto dei lavoratori e delle imprese dei settori del turismo e di tutto l’indotto collegato anche per la predisposizione delle misure necessarie per il contenimento del contagio da Covid-19.

Quando e se si potrà si deve pensare a come ripartire.

Quando sarà possibile l’avvio della stagione turistica questa deve avvenire nella massima sicurezza per i lavoratori, per i turisti e per tutti i cittadini a tutela della salute pubblica.

Si devono fin da subito attivare i protocolli di sicurezza tra organizzazioni sindacali ed aziende previsti dalla normativa riferita al rischio di contagio dal Covid-19 che preveda rispetto delle norme sul distanziamento sociale, sulla sanificazione costante e certificata degli ambienti di lavoro, sulla fornitura di idonei Dispositivi di Protezione Individuali per lavoratori, per i turisti e per i cittadini.

Questo può essere il  momento nel quale finalmente tutti insieme ci mettiamo al lavoro per un futuro della offerta turistica del nostro territorio che si poggi su basi nuove, finalmente sane ed etiche.

Il progetto che la Filcams Cgil della provincia di Ascoli Piceno propone al territorio deve presentare la nostra terra come un luogo dove il rispetto della salute, il rispetto della legalità e dell’etica dell’impresa costituiscano un valore aggiunto differenziando e nobilitando la nostra offerta turistica rispetto a quella di altri luoghi.

La cura dell’aspetto della tutela della salute è indispensabile dal punto di vista sanitario, ma può anche rappresentare un elemento di qualità, di valore aggiunto alla nostra offerta turistica,

Sappiamo che il turista va in vacanza per vivere una esperienza e più riusciremo a fornire ai nostri turisti una esperienza che contenga etica, tutela della salute, sostenibilità, rispetto dei contratti di lavoro e delle leggi, cultura, bellezze naturali, gastronomia più saremo in grado di imporci e promuovere il nostro territorio in Italia e nel mondo.

L’immagine che forniremmo all’esterno può anche porre le basi anche per la destagionalizzazione dell’offerta turistica che quindi potrebbe finalmente ricompredere anche il territorio interno, le città d’arte, le colline,la montagna.

La Filcams Cgil della provincia di Ascoli Piceno propone a tutte le parti interessate l’apertura urgente di un tavolo per la discussione dei temi sopra esplicitati e contemporaneamente lancia anche un appello a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori del comparto del turismo per contribuire alla scrittura della proposta:

La Filcams Cgil della provincia di Ascoli Piceno si rivolge a tutti i lavoratori del turismo, stagionali, annuali ed a chiamata che trovano od hanno trovato impiego nei bar, nei ristoranti, negli alberghi, nei camping, nelle agenzie di viaggio: vogliamo sentire la vostra voce.


Copyright © 2020 Riviera Oggi, riproduzione riservata.