DOPO PIUNTI. È il momento di iniziare a guardare al prossimo futuro. Per più motivi, a partire da come l’uomo sarà diventato dopo l’esperienza Coronavirus. Do per scontato che il problema sta per essere superato anche se comporterà cambiamenti nelle distanze e nell’obbligo della mascherina e mi auguro, anche, nel risveglio delle coscienze e dei valori morali.

In riferimento alla missione della testata che dirigo (lo ricordo abbondantemente a fine articolo per chi ha dimenticato) e approfittando dei mezzi di comunicazione moderni, avvieremo la prossima settimana una serie di incontri video “a tu per tu” i con i rappresentanti della politica sambenedettese, in vista dell’elezioni comunali del 2021.

Si chiamerà IL FUTURO È ALLE PORTE

In leggero anticipo al riguardo delle prossime elezioni comunali perché non vogliamo lasciare nulla di intentato e niente al caso ma anche perché (io in modo particolare, sambenedettese da quattro secoli) sono stanco di assistere al fascino perduto della mia città.

Per far capire di cosa si tratta faccio una premessa: non saranno interviste accomodanti (quindi dannose) come vedo fare spesso. Mi ispirerò a due tra i più importanti giornalisti italiani: Enzo Biagi e Giovanni Minoli. Non oso minimamente paragonarmi a loro (e non lo dico per modestia) ma, nel mio piccolo, di avvicinarmi al loro stile. Cercherò di scavare nella coscienza e nel passato dell’intervistato con il solo scopo di far capire alla gente con chi hanno a che fare o con chi avranno a che fare se occuperanno un posto nei prossimi consigli comunali.

Non sono certo di riuscirci ma ci proverò perché fa parte del mio essere giornalista, pur con la certezza che interviste così sono meno impegnative a carattere nazionale piuttosto che in Provincia, dove tutti ci conosciamo e ci incontriamo per strada.

L’idea nasce dalla consapevolezza (la mia sicuramente) che le ultime tre amministrazioni comunali sambenedettesi (Gaspari, Gaspari, Piunti) sono state un vero disastro, hanno bloccato il progresso della nostra città come mai era successo prima. Senza voler offendere nessuno per quel che riguarda il turismo balneare di massa, oggi, a parte Riccione con la quale le distanze sono notevolmente aumentate, Senigallia che abbiamo sempre tenuto a distanza, realtà come Civitanova Marche, Porto Sant’Elpidio, Lido di Fermo-Porto San Giorgio, Martinsicuro, Alba Adriatica (le città di mare più vicine) sono oggi molto vicine a nostri livelli. L’immobilismo dei sindaci di cui sopra hanno frenato una crescita che fino a quel momento era naturale.  È giunta l’ora di invertire la tendenza ed io vorrei contribuire ad abbreviare i tempi.

Il primo ospite sarà Giorgio De Vecchis e di seguito i componenti dell’attuale minoranza (chi vorrà), i due consiglieri regionali Peppino Giorgini e Fabio Urbinati, le cui aspirazioni le conoscono anche un bimbo di due anni, i segretari di Partito.

Non escludo gli attuali componenti della maggioranza ma dovranno essere loro a farne espressa richiesta, visto che da più di un anno il loro ‘comandante’ Piunti si rifiuta di rispondere a nostre precise domande. Basterà una mail a mediatika@pec.it.

L’incontro con De Vecchis si terrà mercoledì. Chi vuole, sin da adesso, può inviare domande (che aggiungeremo alle nostre) a nazzarenoperotti@gmail.com. Grazie.

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LA NOSTRA STORIA: L’ispirazione che mi portò nel 1992 a fondare Sambenedetto Oggi (poi Riviera Oggi) fu quella di creare un’informazione diversa nel nostro territorio, in grado cioè di essere credibile e veramente utile per i miei concittadini. Erano i primi anni novanta, mi occupavo soltanto di Sambenedettese Calcio e assistevo da spettatore ad una stampa senza anima. Personaggi senza curriculum, senza cultura, senza idee e senza le capacità necessarie per amministrare e far continuare la crescita di una bella città come San Benedetto del Tronto, iniziavano a far parte dei Consigli comunali, sindaci compresi.

Dopo una lunga e attenta osservazione ho acquisito la certezza che i mezzi di informazione non erano semplicemente complici del degrado ma protagonisti. Non ritengo di aver raggiunto gli obiettivi che mi ero prefisso quasi trent’anni fa ma non mi arrendo perché fin dall’inizio ho ritenuto la mia professione di giornalista una missione e non un mestiere.

La missione di vigilare sul comportamento di chi detiene il potere, di dialogare e chiedere consigli  ai cittadini tramite la rubrica ‘Commenti’ che ritengo paragonabile a “Lettere al Direttore”, di non cedere mai alle lusinghe di chi vorrebbe usare la testata per proprio tornaconto, e prevalentemente per interessi politico-elettorali. All’uopo abbiamo creato un’azienda per supportare parzialmente i sacrifici dei collaboratori, con la speranza di non dover mai ricorrere ai lettori per continuare la nostra opera sociale.

Durante un lungo cammino sono infatti giunto alla conclusione che spesso  il politico usa la stampa a proprio uso e consumo. Comunicati stampa sempre più frequenti che quasi mai rappresentano notizie. Ma pensieri a ruota libera da far arrivare alla gente esclusivamente per rinnovare la propria immagine e per ricordare che esistono. Comunicati che vengono pubblicati come veri articoli e senza un minimo di contradditorio.

Da circa un anno ho detto basta. Insomma i giornali vengono usati come bacheche cittadine, senza nemmeno comprare il legno e il vetro. Specialmente con il diffondersi di internet e dei numerosi siti di informazione che non essendo veri giornali ma semplici surrogati utilizzano i comunicati stampa per riempire le proprie home e per avere qualche clic in più. Spero e mi auguro senza ottenere nulla in cambio perché, altrimenti, chiamarli giornali sarebbe scandaloso oltre che dannoso per i lettori che, al momento di andare alle urne, si fanno ingannare dai nomi e dalle foto che certa stampa veicola con superficialità.

Agli elettori consiglio di seguire i consigli comunali che dovrebbero essere l’unico strumento per fare proposte, per bocciarle, per verificarle. E non farsi riempire la testa con controversie utili soltanto a creare favorevoli e contrari.   Una divisione utile per accreditarsi alle prossime consultazioni elettorali.

Ho sicuramente ripetuto spesso lo stesso concetto ma spesso (in questo caso sicuramente) necessario per farsi capire bene e meglio,

Devo far presente un’altra cosa che ritengo alla base di organi di informazione distorti e ingannatori: l’esaltazione del termine ‘giornalista’, una missione più che un mestiere: bisogna farlo, non basta esserlo. In Riviera Oggi la regola è questa.

Primo ospite: Giorgio De Vecchis. Mercoledì 6 maggio 2020.    CLICCA QUI

Secondo ospite: Domenico Pellei. Mercoledì 13 maggio

Terzo ospite: Antimo Di Francesco. Venerdì 15 maggio

 

 


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