SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ venuto a mancare all’affetto dei suoi cari e dei tanti tra colleghi ricercatori, operatori del settore orticolo ed agricoltori che lo stimavano ed amavano per le sue qualità di uomo e di scienziato il Professor Lelio Uncini.

Per oltre venti anni, fino al 1986, aveva diretto, con spirito illuminato, l’Istituto Sperimentale per l’Orticoltura di Monsampolo del Tronto che grazie a lui si è sviluppato divenendo un fiore all’occhiello dell’allora Ministero dell’Agricoltura e Foreste.

Era noto in tutto il mondo per le sue ricerche di miglioramento genetico su numerose specie orticole importanti per il nostro paese.

Ha svolto ricerche su pomodoro, cavolfiore, melanzana, peperone dolce e piccante, scarole. Molte sue cultivar ancora oggi, dopo tanti anni, sono ancora sul mercato.

Ha raggiunto nel settore orticolo risultati che per anni sono stati all’avanguardia. Fu il primo a capire l’importanza di migliorare la qualità dei pomodori italiani destinati all’esportazione ottenendo diverse novità eccellenti per l’epoca.

Promosse, insieme a Leo Bollettini, a cooperative locali ed agricoltori singoli, la nascita del Consorzio del pomodoro “Tenax” al fine di favorire la commercializzazione di questo ortaggio all’estero. Ancora oggi molti agricoltori ricordano l’ibrido “Giasone” che per anni dominò il mercato del pomodoro destinato all’esportazione.

Fu il costitutore della scarola “Ascolana 77” per anni la scarola più coltivata e consumata in Europa. Ottenne inediti ibridi F1 di Peperone piccante tanto da promuovere la coltivazione commerciale di questa specie nel nostro paese.

Fu il primo a comprendere l’importanza di recuperare e valorizzare le varietà locali e tradizionali. Conosceva il valore delle collezioni di tutte le varietà orticole ed ancora oggi l’Istituto di Monsampolo si avvale delle sue suo germoplasma che con amore e lungimiranza raccoglieva continuamente.

Tra i tanti riconoscimenti ricordiamo il premio “Truentum” la massima onorificenza del comune di San Benedetto del Tronto.

E’ stato lucido sino alla fine e, nonostante l’età, leggeva, si informava: ha amato le piante per tutta la vita.

Di seguito il ricordo del sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti

A nome mio personale e della Città intera esprimo il cordoglio più profondo per la scomparsa del prof. Lelio Uncini, premio Truentum 1994, personalità autorevole dalla comunità scientifica che opera nel campo dell’agronomia per le sue ricerche pionieristiche nella genetica che hanno portato a fondamentali miglioramenti di qualità e varietà di tante produzioni.
Con tenace volontà, intensa operosità, inventiva propria della carriera direttiva, compiva seria ed approfondita attività di notevole interesse scientifico ed applicativo di nuove coltivazioni, trasferendo agli operatori varietà di ortaggi ritenuti innovativi per le loro caratteristiche genetiche, agronomiche e merceologiche ponendosi così al servizio dell’intera comunità orticola nazionale.


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