SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un appello per aiutare una comunità della Repubblica Democratica del Congo arriva da don Francesco Ciabattoni dell’associazione “Croce del Sud” e don Júvenal Lukumbusho, vice parroco della chiesa Sacra Famiglia di Ragnola

La città di Uvira, 450 mila abitanti, nella Repubblica Democratica del Congo, vive un incubo incessante.

Il 20 aprile piogge torrenziali hanno gonfiato oltre misura il torrente Mulongwe e una massa enorme di acqua ha invaso case e strade, portando con sé persone, distruggendo case, e portando via i pochi beni che contenevano. L’alluvione ha lasciato oltre 100 mila persone senza casa e provocato centinaia di morti i cui corpi, in numero ancora da accertare, sono riversati a riva dal lago Tanganica.

L’allarme é stato lanciato dal portavoce dell’United Nations High Commissioner for Refugees (Unhcr) Andrej Mahecic. Tra coloro che l’hanno accolto, anche don Francesco Ciabattoni, presidente dell’Associazione “Croce del Sud”, e don Júvenal Lukumbusho, vice parroco della chiesa Sacra Famiglia di Ragnola, responsabile del progetto di adozioni a distanza “I bambini di Uvira“.

“Una disgrazia che rischia di mettere duramente alla prova la fragile popolazione di questa regione dove la povertà è estrema” -racconta don Júvenal – Di questa tragedia non ne parla quasi nessuno e gli stessi media congolesi riservano pochissimo spazio, presi da altre allarmanti notizie, come la pandemia di Covid-19, quella di Ebola, la morte di migliaia di bambini per un’epidemia di morbillo e le incursioni di militari. A quattro giorni di distanza, i dispersi sono tantissimi, i loro resti sono nel lago o avvolti nel fango. Vista la situazione, le porte delle chiese sono state aperte a coloro che non hanno piú un posto dove andare. Inoltre, il vescovo ha istituito una commissione di emergenza per i primi soccorsi, con lo scopo di raccogliere fondi. L’urgenza é dare una risposta alla fame e ai bisogni essenziali per la sopravvivenza delle persone.”

Gli fa eco don Francesco Ciabattoni, presidente dell’associazione “Croce del Sud” e parroco della comunità della Sacra Famiglia di Ragnola, in una lettera indirizzata proprio a monsignor Muyengo: “Anche se geograficamente lontana, Uvira è vicina al nostro cuore. Il sostegno a distanza di 50 vostri bambini ci rende non solo fratelli ma anche padri. Per questo motivo vogliamo essere vicini con un segno concreto.”

La Croce del Sud ha avviato infatti una raccolta fondi e già nella prima fase dell’emergenza ha inviato alla diocesi di Uvira 2000 euro.

“L’Italia attraversa una crisi sanitaria ed economica. All’inizio della pandemia avete pregato per noi e ci avete incoraggiato. Non lo dimentichiamo e non possiamo chiudere gli occhi sulla situazione che vi colpisce. Un pezzo di pane non sarà mai tanto piccolo da non poter essere diviso con i fratelli.”

“Siamo nella tribolazione: qui soffriamo di coronavirus, altrove soffrono di catastrofi naturali” conclude don Júvenal.

L’appello del vescovo di Uvira, monsignor Sébastien Muyengo, può essere ascoltato sul canale youtube della Parrocchia Sacra Famiglia https://youtu.be/Q6shpoQDNIY: “Questi fratelli hanno bisogno della nostra carità, ma sapendo che siamo tutti in una situazione critica, chiedo a coloro che sono in grado di mostrare generosità e carità di farsi avanti per aiutare i miei concittadini colpiti a Uvira”.

Offerte e contributi possono essere inviate sul cc della Croce del Sud: IT95K0847424403000000003649, causale: Un aiuto per Uvira.


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