SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Stavamo per contattare l’Osservatorio Nazionale sulla Salute delle Regioni italiane quando il Presidente della Regione Marche ha diffuso una provvidenziale nota di risposta (clicca qui).

L’Osservatorio Nazionale aveva diffuso oggi un comunicato stampa intitolato “Stop ai nuovi contagi da Covid-19 a fine giugno per Marche e Lombardia” (clicca qui).

Il sottotitolo: “Le proiezioni dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane sulle date plausibili da cui si inizieranno ad azzerare i nuovi casi di positività al coronavirus nelle diverse Regioni italiane“. E nel testo: “Sono le proiezioni fatte dagli esperti dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, coordinato dal Professor Walter Ricciardi, Direttore dell’Osservatorio e Ordinario di Igiene all’Università Cattolica, e dal Dottor Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell’Osservatorio“.

La notizia, diffusa da una nota stampa, ci aveva colto di sorpresa poiché pubblichiamo giornalmente tutti i dati sul contagio nelle Marche e in tutte le cinque province e da tempo avevamo notato un vero congelamento del contagio. come rimarcato nel comunicato di risposta della Regione.

Ma leggendo il comunicato dell’Osservatorio, siamo rimasti molto colpiti da una frase: “In Lombardia, in cui si è verificato il primo contagio, non è lecito attendersi l’azzeramento dei nuovi casi prima del 28 giugno, nelle Marche non prima del 27 giugno. Infatti, per entrambe le Regioni il trend in diminuzione è particolarmente lento“.

Abbiamo quindi elaborato l’andamento del contagio, sulla base dei dati forniti da IlSole24Ore attraverso la Protezione Civile. Questo è l’aumento del numero dei contagiati in via lineare osservato nelle Marche e nelle regioni del Nord Italia più colpite.

Qui la tabella:

 

Poiché il report di Ricciardi è stato pubblicato il 17 aprile, abbiamo analizzato anche i dati per le stesse regioni nel periodo 1-17 aprile. Ma anche qui le Marche, nel gruppo delle regioni del Centro-Nord più colpite, è la regione che dimostra una crescita più rallentata. Il Piemonte ha addirittura raddoppiato i positivi in 17 giorni.

A fronte di queste informazioni, giusta è la precisazione di Ceriscioli ma Ricciardi e l’Osservatorio Nazionale della Salute delle Regioni Italiani dovrebbe chiarire quali sono stati i dati osservati e in che modo sono stati elaborati per avere quella classifica.

Perché ravvisiamo un danno al turismo marchigiano, già sicuramente provato come in tutto il resto del mondo: e non c’è bisogno di diffondere imprecisioni su un argomento tanto sensibile a livello sanitario e anche economico.

Attendiamo, dunque, precisazioni. O una immediata rettifica nazionale.

Perché dalle tendenze sopra mostrate, vedere che la Liguria avrà l’ultimo contagio il 14 maggio e le Marche il 27 giugno no, non ci convince. A meno che nei parametri non sia stato introdotto il contagio in rapporto alla popolazione residente, o stime relative al numero tamponi, terapie intensive, decessi: ma un rapporto con una visibilità del genere in un momento del genere andrebbe reso leggibile in questi dettagli.

Tuttavia l’unico parametro citato nel comunicato è quello del “trend in diminuzione particolarmente lento“, senza altri riferimenti, ragion per cui i numeri mostrati in questo articolo e in quello della Regione Marche sono abbastanza esplicativi.

Come ha fatto capire la Regione Marche, quando la curva si appiattisce e arriva a zero, questo numero non cambia sia in un piccolo paese che in una metropoli.

 

 

 

 

 

 


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