SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cosa accadrà? Se lo chiede il commercio non solo sambenedettese, ovviamente, mentre, in piena “Fase 1”, si inizia a pensare a come ci si comporterà nella cosiddetta “Fase 2”, quando occorrerà far convivere le attività economiche con una diffusione del coronavirus ancora attiva.

Per questo la Fiepet Confesercenti di San Benedetto lancia una proposta: pedonalizzare, almeno in alcune fasce orarie, vie e piazze per consentire l’occupazione del suolo pubblico ai locali in modo che, distanziando i tavolini, si riesca comunque a lavorare in sicurezza. Almeno per questa estate.

“Se questa estate riuscissimo davvero a riaprire, dovremo poter contare sulla possibilità di posizionare tavoli
distanziati e per questo, visto che ovviamente diamo per scontato il congelamento del nuovo regolamento di occupazione di suolo pubblico, chiediamo che si inizi a ragionare sulla possibilità di pedonalizzare, anche per fasce orarie, diverse vie del centro a basso scorrimento e si consenta una maggiore possibilità di occupare suolo pubblico, a partire da laddove si sia su zone pedonali. Una soluzione tampone, che duri almeno per la stagione estiva, così da tutelare la clientela e gli operatori durante la fase di emergenza: pedonalizzare vie scarsamente trafficate e consentire maggiore occupazione laddove non fosse possibile chiudere al traffico potrebbe essere un piccolo palliativo alle evidenti perdite che la categoria tutta rischia di dover fronteggiare, ma a costo zero per il comune.

Piazza Ancona, Piazza Pazienza, via Mentana, via Montebello, piazza Bice Piacentini e tante altre zone della città potrebbero essere chiuse in alcune fasce orarie così da permettere alle attività di sopravvivere, visto che in pochi metri di dehors, per restare nelle prescrizioni, potrebbero essere posizionati giusto due, forse tre tavolini, che sicuramente non riuscirebbero a garantire la sussistenza delle attività.
Ci permetterebbe di organizzarci sui Dpi e la cartellonistica necessaria, di trovare soluzioni che garantiscano il distanziamento e di guardare con maggiore serenità al futuro, che oggi appare incerto e preoccupante, soprattutto in relazione ad una stagione che rischia di partire col freno a mano tirato”

“Sono tantissimi i piccoli bar che vivono di colazioni al bancone, aperitivi in piedi o lavorano principalmente la
sera con una clientela giovane, spesso in pochi metri di occupazione di suolo pubblico e i piccoli ristorantini
che spesso hanno pochi posti a sedere grazie a qualche tavolino: questi, che a San Benedetto sono tantissimi,
con l’attuale status quo non riusciranno a rispettare le prescrizioni sull’ormai celebre metro e mezzo di
distanza, rimanendo tagliati fuori dalla possibilità di poter lavorare in tranquillità nonché da qualsiasi tipo di
aiuto economico statale” scrive la Fiepet Confesercenti.

“Abbiamo qualche giorno fa chiesto un intervento all’Amministrazione affinché si adoperi per l’eliminazione e
la riduzione dei tributi locali, visto che la sospensione comporterebbe solo uno spostamento delle cartelle e
confidiamo che questo appello venga riportato nelle sedi più opportune, come l’Anci. Tra l’altro dalla
moratoria delle rate dei mutui si libererà oltre un milione di euro, sono risorse immediatamente disponibili.
Ma la proposta che ci sentiamo di lanciare, in questa fase di timore e incertezza è un’altra: molti di noi
cercheranno di intercettare la liquidità messa a disposizione dalla Regione Marche e dal Governo centrale,
indebitandoci, quindi, per sopravvivere e sostenere i costi fissi quali affitti e utenze, ma abbiamo bisogno di
sapere che potremo operare, seppur stravolgendo il nostro lavoro” continua la nota.


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