Conferenza stampa di Giuseppe Conte sulla situazione coronavirus in Italia e misure economiche attesa per le ore 19.30

L’Italia continuerà il lockdown fino al 3 maggio.

Vi prometto che se prima del 3 maggio si verificassero le condizioni provvederemo di conseguenza.

Ci sono piccole variazioni da martedì 14 aprile: riaprono cartolerie, cartolibrerie, negozi per neonati e per bambini. Apriamo con ponderazione queste attività. Apriamo la silvicoltura, dobbiamo consentire che si alimentino e vengano forniti combustibili come la legna.

Il lavoro per la fase 2 è già partito, siamo al lavoro per far ripartire il sistema produttivo in sicurezza. Dovendo convivere col virus stiamo lavorando su due pilastri: istituzione di un gruppo di esperti e protocollo di sicurezza sui luoghi del lavoro. Abbiamo un gruppo di lavoro che conta sociologi, psicologi, manager, che dialogheranno con il Comitato Tecnico Scientifico, in modo da avere la possibilità di modificare le norme sul lavoro e radicali modelli organizzativi.

Dobbiamo inventarli e proporli, che si tenga conto anche della qualità della vita. Il gruppo è presieduto da Vittorio Colao, uno dei manager più stimati al mondo. Avremo la professoressa Mazzuccato, Giovannini, Raffaele Saturno di Harvard e tantissimi altri.

Dico ai titolari di approfittare già da ora per sanificare gli ambienti di lavoro e predisporre tutte le misure di distanziamento nei luoghi di lavoro. Dipenderà da tutti, se tutto potrà procedere a pieno regime e condizioni di sicurezza. Il nostro obiettivo è contenere gli indici di contagio, non possiamo permetterci una ricrescita della curva di contagio.

Dovremo ripensare alcune logiche dei trasporti, ad esempio incentivando gli spostamenti.

EUROPA

Stiamo affrontando una situazione mai vista in tempi di pace. Le stime affermano che servono 1500 miliardi di euro per fronteggiare questa emergenza. Negli Usa il sostegno pubblico è nell’ordine di 2000-2300 miliardi.

Le proposte che ieri sono state messe sul tavolo dell’Eurogruppo sono un primo passo verso la risposta europea, Gualtieri ha fatto un grande lavoro. E’ un primo passo che giudichiamo ancora insufficiente. Dobbiamo costruire qualcosa di ancora più ambizioso.

La nostra battaglia è quella di un fondo con condivisione economica dello sforzo, con i famosi eurobond. Il fondo deve avere una potenza di fuoco simile a quello di una economia di guerra. Deve essere disponibile subito, perché se arriveremo tardi sarò sufficiente perché andremo in depressione economiche e non basteranno.

Dall’Eurogruppo arriva il sistema di prevenzione per la cassa integrazione fino a 100 miliardi, inoltre altri 200 miliardi per la Banca Europea degli Investimenti.

Ma il nostro obiettivo sono gli eurobond.

Inoltre c’è il Mes una linea di credito senza condizionalità. Vedo che in Italia sin da stanotte si è levato un dibattito, io ritengo che in Parlamento il governo troverà l’opportunità per interloquire con i rappresentanti del popolo in PArlamento. E’ importante che si sviluppi con chiarezza:

Alcune precisazioni, il Mes esiste dal 2012, non è stato attivato la scorsa notte come falsamente è stato dichiarato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Non è così. Questo governo non lavora col favore delle tenebre, guardiamo in faccia gli italiani. L’Eurogruppo non ha firmato nulla nè istituito alcun obbligo.

Su richiesta di alcuni stati e non dell’Italia, l’Eurogruppo ha lavorato a questa proposta non ancora completata, una linea di credito totalmente nuova rispetto a quelle esistenti.

Terzo, l’Italia non ha firmato alcuna attivazione del Mes e non ne abbiamo bisogno, perché lo riteniamo inadeguato e inadatto rispetto all’emergenza che stiamo vivendo. Io l’ho chiarito a tutti i leader miei omologhi. Fermo restando che se ci sono degli stati, come avvenuto, siamo in sinergia con altri 8 alleati, vogliono una nuova linea di credito collegata al Mes senza condizionalità. Ecco perché partecipiamo.

Ecco perché ci stiamo battendo, per avere questi nuovi strumenti innovativi.

Ma ieri è successo qualcosa di nuovo: c’è un intero paragrafo che parla degli eurobond, anche se non abbiamo ancora una affermazione concreta, abbiamo affermazioni di principio, per la prima volta li abbiamo messi nero su bianco.

Gli altri paesi hanno dovuto accettare di lavorare fin da adesso. Noi vogliamo che questo strumento sia applicabile. Abbiamo bisogno di tutti i cittadini italiani. Le menzogne ci fanno male. Abbiamo chiesto all’opposizione di essere insieme in questo momento, le falsità sono deleterie. Ci sono altri 26 paesi, se fosse stato per noi sarebbe stato diverso.

Dobbiamo parlare al popolo olandese e tedesco e farci capire. Se questo dibattito continua in questi termini rischiamo di compromettere la nostra forza negoziale.

La risposta europea la valuto nel suo complesso e spiegherò con forza al prossimo consiglio europeo che il Mes è totalmente inadeguato, vogliamo gli eurobond.

La risposta comune o è ambiziosa o non è.

Se fosse una crisi come nel 2008 potevamo anche essere sofisticato. Io non firmerò fino a quando non avremo un ventaglio di strumenti adeguati. La sfida non riguarda solo noi italiani, riguarda l’Europa e sono convinto che convinceremo tutti che questo è l’unico strumento che ci consente di competere sui mercati globali.

RISPOSTA AI GIORNALISTI

Molti stati hanno richiamato gli strumenti esistenti, tra cui il Mes. Io ho sempre detto che l’Italia non è interessata, siamo molto sofferenti come la Spagna, ma la depressione economica riguarda tutti. La ferita al tessuto socio-economico riguarda tutti.

Alcuni paesi che sono con noi in questa battaglia ritengono il Mes confacente ai loro bisogni, noi discutiamo anche di un Mes non condizionato, di qui la nostra battaglia. Se voi dite che è una trappola, chi lo ha confezionata si assuma la responsabilità pubblica, Giorgia Meloni era un ministro nel 2012. La trappola è stata ratificata dal Parlamento, bisogna che si assuma le sue responsabilità.

Ieri, per condurre questa battaglia insieme, è stato messo nero su bianco per cui si può attivare una linea di credito completamente nuova con la sola condizionalità che si attivino spese per la sanità.

Noi lavoreremo per gli eurobond. Certo che c’è il rischio di arrivare tardi. Io devo andare al Consiglio Europeo a lottare con la forza di un popolo per ottenere un risultato, quanto a coraggio ci sarà tutto..

Abbiamo avuto una lunghissima riunione coi capi delegazione, per discutere del nuovo decreto. Ieri con i presidenti di regione, sindaci, Anci. Oggi con alcuni ministri più competenti. Il decreto è complesso e abbiamo dovuto sciogliere tanti dubbi. Non abbiamo litigato affatto.

Le forze di maggioranza sanno che il Mes non è la soluzione. Non perdiamo tempo a dedicare quelle ore a ragionare di Mes. Eravamo a caldo sull’Eurogruppo, collegandoci con Gualtieri. Il negoziato è complicato, dobbiamo essere sagaci, uniti, compatti.

Contributo di solidarietà del Pd? Oggi la sento per la prima volta, non la vedo all’orizzonte.

Gli esperti servono per non procedere a tentoni. Questo è un gruppo di lavoro che raccoglierà i migliori modelli organizzativi e riorganizzativi. Siamo un paese dalle grandi potenzialità, ne dobbiamo approfittare per migliorare i nostri modelli di vita sociale e culturale. Dobbiamo ripensare la nostra vita per ripartire con più forza.

Non mi fare dare delle date a caso, stiamo seguendo un percorso anche di convivenza con il virus, sui consigli degli esperti, prendendoci la responsabilità delle conclusioni politiche. Confidiamo in una ripresa delle attività a pieno regime con protocolli molto rigorosi.

Il virus non riusciremo a debellarlo, anche se riusciremo ad espellerlo dal nostro territorio può tornare. Immaginiamo a cosa significa riattivare il turismo, e cosa può accadere con un contagio di ritorno.

Stiamo lavorando al decreto per il fine aprile. Abbiamo già preso misure per il decreto Cura Italia e Liquidità alle imprese.

Mi dispiace che queste misure disegnate sulla carta corrispondano a soldi nelle vostre tasche, stiamo sburocratizzando.

Io vi chiedo di comprendere il momento, il paese non era predisposto di fronte ad una tale emergenza.

 

 

 

Conferenza stampa

In diretta da Palazzo Chigi

Gepostet von Giuseppe Conte am Freitag, 10. April 2020


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