SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Comune di San Benedetto ha emesso un bando per partecipare all’assegnazione dei buoni spesa nel contesto dell’emergenza Coronavirus.

L’opposizione, tuttavia, contesta alcune lacune e incongruenze contenute nel documento. Inoltre, la critica è quella di non aver reso noti, nel corso della riunione di commissione, i requisiti reddituali per accedere ai buoni e di non aver tenuto conto del suggerimento di consultare associazioni e terzo settore del territorio, in primis la Caritas diocesana e il Banco Alimentare.

Per questo motivo, i consiglieri di minoranza chiedono che, in occasione di prossimi bandi relativi ad ulteriori stanziamenti, “si provveda a specificare meglio e con trasparenza i criteri che verranno applicati nella formazione della graduatoria degli aventi diritto e nell’assegnazione dei fondi.

Nel caso in cui in questa prima assegnazione diverse famiglie dovessero rimanere fuori dalla graduatoria utile all’assegnazione del buono spesa, si preveda chiaramente la progressione, come si è fatto in altri comuni, tra il reddito del nucleo familiare percepito nel marzo 2020 ed il numero dei componenti dello stesso, non solo ai fini dell’importo del singolo assegno familiare, ma anche ai fini dell’esclusione dalla graduatoria per le famiglie che superino tali redditi; questo per evitare false aspettative nei confronti di chi, pur avendo tutti i requisiti di inclusione presenti nel bando, partecipa per poi ritrovarsi escluso.

Nel caso in cui invece le domande dovessero risultare molto minori della somma a disposizione, di aumentare la cifra assegnata ad ogni nucleo familiare in proporzione alla somma avanzata.

Di prevedere un parametro di priorità anche per quelle famiglie che hanno figli iscritti all’università.

Che ad ogni buono spesa il comune provveda ad abbinare e consegnare alcuni kit di Dpi (almeno guanti e mascherina) alle stesse famiglie”.

Un’altra richiesta è “che si elimini l’ingiustificata limitazione degli esercizi commerciali ove i buoni alimentari sarebbero spendibili, che discrimina i piccoli esercizi, mai consultati, e costringe i cittadini percettori dell’assegno a rivolgersi esclusivamente ad alcuni supermercati, e nel contempo che si invitino ed incentivino gli esercizi commerciali ad effettuare le consegne a domicilio”.

Inoltre, continua l’opposizione, “che il fondo messo a disposizione per le famiglie bisognose ed in difficoltà sia incrementato facendo ricorso all’utilizzo da parte del Comune di fondi diversi, quali: in primis 53.190 euro, ossia la quota capitale del mutuo per l’anno 2019 da pagare alla Cassa Depositi e Prestiti; questa somma infatti non sarà corrisposta dal comune, per cui resterà nella sua disponibilità e potrà essere utilizzata per aiutare i cittadini appartenenti alle fasce maggiormente pregiudicate, nell’affrontare le conseguenze dell’emergenza  generata dal Covid-19, che potrebbero anche essere quelle escluse questo mese dall’accesso all’assegno alimentare, che costituisce solo un primo e più urgente aiuto alle fasce debolissime della società cittadina.

Inoltre al momento sono state sospese 60 mila euro di ecotassa regionale e 20 mila ero di demanio, che il Comune non deve per ora versare: tali somme potranno essere utilizzate una volta che Regione e Demanio li avranno resi disponibili.

Chiediamo inoltre che nessun Consigliere o Assessore (pur rientrando nei parametri stabiliti dalla Giunta) faccia richiesta, o che dell’eventuale richiesta avanzata non si tenga conto, di usufruire dei fondi messi a disposizione, e  ciò  nell’ottica di una trasparenza e di un rigore etico che oggi più che mai diventano necessari”.

Concludono i consiglieri di minoranza: “Ci auguriamo infine che il Sindaco eviti di continuare a nominare ossessivamente se stesso con la fonica per le strade della città, poiché si dovrebbero solo fornire annunci e raccomandazioni sulla situazione attuale, trovandoci in stato di emergenza e non in campagna elettorale”.


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