Il nostro pesce d’aprile 2020. Un modo per sorridere un poco anche in un periodo difficile: serve anche questo.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Pensava di fare il classico “Bingo”, e invece dell’accredito al conto corrente si è ritrovato, stamattina, degli ispettori dell’Inps davanti al portone di casa, bardati tra l’altro con efficienti mascherine Ffp3 per proteggersi dal contagio del coronavirus. Protagonista Z.T., 56 anni, disoccupato, che aveva avuto la stravagante idea di registrare al suo indirizzo ben 35 Pin – i codici Inps per accedere al bonus di 600 euro stanziati dal governo per l’emergenza coronavirus – cambiando semplicemente il nominativo dei richiedenti.

L’importo totale totale che aveva richiesto ammonta dunque a 21 mila euro.

I quali erano tutti suoi parenti o congiunti, a partire dai due figli, la moglie, i loro quattro genitori, i 7 fratelli e 4 loro coniugi, i 12 nipoti, due cugini in primo grado e addirittura i due nonni dell’uomo, entrambi da tempo deceduti. Proprio questo è stato il problema rilevato dagli ispettori dell’Inps, o meglio dal sistema automatico di verifica del portale, perché sembra che uno dei due nonni fosse addirittura nato nel 1898 (la moglie, invece, nel 1903).

L’uomo, che oseremmo definire a questo punto un ingenuo furbastro da strapazzo, è stato denunciato e dovrà rispondere di falso in atto privato e di tentativo di truffa ai danni dello Stato.


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