SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Bellissimo attestato di stima che il Presidente di Lega Serie C ha riservato a Luigi Carillo, difensore della Sambenedettese Calcio. Francesco Ghirelli in una lunga lettera al giocatore rossoblu lo ringrazia per i contenuti della video intervista di qualche giorno fa, pubblicata sul sito della Samb.

Il centrale napoletano aveva in quell’occasione dimostrato grande maturità nelle risposte. Aveva dichiarato di essere rimasto a San Benedetto per non esporre a rischio familiari e conoscenti della terra d’origine, la Campania, e che la salute, in quanto bene assolutamente primario, fosse in cima alla scala dei valori da tutelare. Il calcio, il campionato, vengono necessariamente dopo.

Lodevole anche il modo di impiegare il tempo in questo difficile periodo: allenamenti a casa, partite in tv per migliorare aspetti tattici e soprattutto lo studio. Con tre soli esami mancanti al traguardo della laurea in economia aziendale Luigi sta infatti approfittando della quarantena per dare un’accelerata al suo percorso accademico.

Della saggezza di Carillo si è accorto appunto il Presidente della Lega di Serie C, che non si è lasciato sfuggire l’occasione per complimentarsene e per fare il punto sulla situazione agonistica.

Ghirelli sottolinea la sua ammirazione per un giovane con “la testa sulle spalle”, un modello di comportamento per tanti, un esempio: senso civico e responsabilità per non essere rientrato “a casa”, maturità nell’ attribuire alla salute pubblica il ruolo che merita. L’amore per il calcio e per lo studio ne fanno poi un educatore per tanti piccoli tifosi.

Il Presidente si lascia poi andare ad alcune considerazioni sul calcio in generale e sulla serie C, ponendo degli interrogativi molto interessanti. Una volta passato lo tsunami Covid 19 cosa accadrà? Annullare il campionato in corso o concluderlo? Lo stesso Ghirelli è combattuto, all’incertezza ed alle difficoltà circa il quando e il come riprendere fa da contraltare la tristezza che potrebbe ingenerare l’annullamento della stagione su una collettività così desiderosa di speranza di normalità.

Il postvirus potrebbe poi essere molto peggio di un postbellico in termini di fiducia e paura. Lo stadio quale luogo di normale assembramento, di cercata aggregazione, come verrà vissuto ed organizzato? Il bar, le chiacchierate pre e post partita, i controlli di sicurezza, come sarà il calcio postvirus? Sarà necessario ripensarne molti aspetti, a qualsiasi livello, questo è sicuro. Ci sarà molto lavoro da fare per impedire che lo sport più amato del mondo perda fascino e rilevanza sociale.

Ovviamente le priorità al momento sono ben altre, ma è importante anche cominciare a pensare e a lavorare al dopo, Ghirelli ne è perfettamente cosciente.

 

 

 


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