MONTEPRANDONE – “Cari cittadini, dopo una settimana dal primo caso, registriamo il secondo caso di positività al Coronavirus nel Comune di Monteprandone”.

Così, in una nota, il sindaco di Monteprandone, Sergio Loggi, nel pomeriggio del 28 marzo: “La persona sta bene, da sette giorni si trova a casa in isolamento precauzionale. Anche le condizioni di salute del primo cittadino contagiato, che si trova sempre in ospedale, sono in miglioramento“.

Il primo cittadino aggiunge: “Al momento sul nostro territorio ci sono 11 persone in isolamento domiciliare obbligatorio. Sono cittadini messi in quarantena, in via precauzionale dall’Asur Marche, perché hanno avuto contatti con i due casi di positività oppure perché hanno sintomi influenzali. Tutti loro sono costantemente monitorati dal personale sanitario. A loro e alle loro famiglie esprimo l’affetto e la vicinanza dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità”.

“So già che qualcuno mi chiederà maggiori dettagli – dichiara Sergio Loggi – Voglio chiarire due cose. Informare la cittadinanza sulla situazione sanitaria del territorio è un impegno che ho preso in prima persona con tutti voi. E’ però altrettanto doveroso, da parte mia, tutelare la riservatezza di questi cittadini che stano vivendo un momento di difficoltà. Per questo fornirò solo informazioni essenziali e solo quando, e se, si verificheranno nuovi casi. Ovviamente ci auguriamo tutti che i miei interventi su questi temi non siano frequenti.

Il sindaco conclude: “Alla luce di queste novità, vi chiedo di stare tranquilli e vi raccomando quello che ormai ripeto da settimane: restate a casa, uscite solo in caso di necessità, chi va a fare la spesa può farlo obbligatoriamente nel negozio più vicino alla propria abitazione e uno per famiglia. Quando uscite per necessità, mantenete le distanze di un metro dalle altre persone. Le uniche armi che oggi abbiamo per combattere il Coronavirus sono queste. Sono regole che, se rispettiamo tutti rigorosamente, ci permetteranno di interrompere la diffusione del contagio. È un atto di responsabilità collettiva. Restiamo a casa. Uniti ce la faremo.


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