CORONAVIRUS/DECESSI. Non per essere gioco forza ottimista (non mi sembra proprio il caso) ma ancora una volta voglio fare due conti e cioè dare spazio ai numeri più che alle parole.

Dai numeri che la Protezione Civile ha oggi comunicato al Paese voglio attirare l’attenzione su una differenza numerica che ritengo importante. Mi riferisco ai decessi che sono quelli che preoccupano di più tutti noi.

Il totale delle ultime 24 ore è 743 di cui 402 in Lombardia. Quindi 341 nel resto dell’Italia contro un numero addirittura superiore in una sola regione. Un numero certamente elevato ma che va proporzionato con gli abitanti delle altre 19.

L’Italia conta 60.317.000 in una superficie di 302.072 Kmq con una densità di 200 abitanti per Kmq. La Lombardia ha 10.060.574 persone in 23.863,65 Kmq, 422 per Kmq.

Se ne deduce che 1/6 cioè il 16,6% degli italiani vivono nel capoluogo lombardo e provincia (l’83,4% nel resto d’Italia) mentre il rapporto tra i deceduti di ieri ‘per e con Coronavirus’ in Lombardia è del 54% cioè di 7/6 all’incirca rispetto al restante territorio. Più della metà.

La prima considerazione che mi viene in mente è che il contagio è molto circoscritto, considerando anche che, ai numeri attuali, occorre togliere quelli riferiti ai morti per malattie del sistema respiratorio in tutta la nazione.

Nel 2019, erano in media 64 sui 365 giorni dell’anno. Gli attuali 341 di oggi  (contro i 247 di avanti ieri) oltre la Lombardia sono molti di più ma va considerato anche che le altre regioni più colpite sono Piemonte, Veneto e Emilia Romagna.

Significa che l’influenza mortale del Coronavirus da centro Italia in giù è molto contenuta per cui, oltre all’isolamento in tutta la penisola è altrettanto molto importante, se non di più, un severo controllo degli spostamenti indispensabili da nord verso sud. Visto anche che, mentre i morti in Lombardia sono in discesa, quelli nel resto d’Italia sono in lieve crescita. Fanno altresì fare un sospiro di sollievo il numero di guariti in continua crescita.


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