GROTTAMMARE – “Cari amici, cari concittadini, vi aggiorno brevemente sulla situazione sanitaria della nostra città relativamente all’emergenza Covid-19“.

Così si apre la nota diffusa dal sindaco Enrico Piergallini di Grottammare il 24 marzo: “Ho ricevuto ieri i nuovi dati. Fortunatamente si riducono i casi di isolamento domiciliare obbligatorio. Essi scendono a 14, poiché alcuni nostri concittadini hanno completato il periodo di quarantena. Nel numero suddetto sono compresi anche i nostri due concittadini risultati positivi al tampone. A loro e ai loro familiari va nuovamente tutto il nostro incoraggiamento e il nostro sostegno: fatevi forza, la città vi è vicina, ci auguriamo che riusciate a superare al più presto questa prova difficile che state affrontando”.

Il primo cittadino parla anche dell’ipotesi ospedale da campo vicino lo svincolo autostradale: “Vi informo inoltre sulla notizia, divulgata dalla stampa locale, sulla eventualità che la Regione Marche organizzi un ospedale da campo nell’area prossima all’uscita del casello autostradale. Ieri pomeriggio ho ricevuto una chiamata del direttore dell’Area vasta 5 Cesare Milani. Il Direttore mi ha chiesto se l’area di circa 9000 mq quadrati, nella quale era prevista la costruzione di “A.N.I.M.A”, potesse essere utilizzabile per aumentare le postazioni di terapia intensiva disponibili nella zona sud delle Marche. Un intervento che andrebbe ad ampliare la capacità di azione dell’Ospedale di San Benedetto del Tronto che, a quanto mi hanno riferito, non ha spazi per ospitare questi nuovi strumenti”.

Qui il nostro precedente articolo sulla questione

Piergallini aggiunge: “L’uscita del casello è un’area logisticamente strategica, poiché – dovendo servire un’area ampia della Regione, da Macerata fino al Piceno presumo – occorre disporre di un asse viario come l’A14 per facilitare gli spostamenti dei mezzi di soccorso. L’area in oggetto è attualmente proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno. Ho chiamato il presidente Angelo Galeati, che ovviamente ha dato la sua massima disponibilità a mettere al servizio della Regione il loro spazio. Attualmente siamo allo stadio di ipotesi. Manca ancora un sopralluogo dei tecnici della Regione e della Protezione civile per verificare l’adeguatezza dell’area”.

Il primo cittadino dichiara: “Come Sindaco della città di Grottammare ho ritenuto moralmente necessario, eticamente giusto e politicamente urgente collaborare con la Regione Marche per affrontare questa emergenza sanitaria senza precedenti, facilitando tutte le procedure che consentano al sistema sanitario di creare nuove postazioni di terapia intensiva che salveranno delle vite umane. Attualmente, ripeto, è solo un’ipotesi. La Regione potrebbe scegliere una soluzione differente. Ma, qualora l’area ex A.N.I.M.A. fosse ritenuta adatta, la cittadinanza non dovrà temere per la propria salute. Il sistema sanitario adotterà tutte le precauzioni necessarie per rendere sicuro questo ospedale da campo. D’altra parte in tutte le principali città delle Marche, compresa la vicina San Benedetto del Tronto, sono presenti ospedali in prima linea nella battaglia contro il Covid-19. Non per questo tali città sono meno sicure o più esposte al contagio”.

“Sarei stato un Sindaco indegno di Grottammare se avessi chiuso le porte a questa richiesta di aiuto in una fase così drammatica per la nostra Regione, per la nostra Nazione e per il mondo intero – il primo cittadino conclude – Ognuno deve fare la sua parte in questa emergenza, con coraggio e senza vigliaccheria. È inutile piangere i morti, se ciascuno non ha fatto tutto il possibile per salvarli. La storia in questi momenti ci interroga. Bisogna dare ad essa la risposta giusta, per stare dalla parte giusta”.


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