Tutti i positivi per Comune nelle Marche clicca qui POSITIVI COMUNE Marche alle ore 12 di venerdì 20 marzo

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ORE 23.30 Covid-19, caso positivo a Martinsicuro? Vagnoni: “Al momento nessuna comunicazione ufficiale”

ORE 22.30 Il Premier Giuseppe Conte parla agli italiani. Possibile chiusura aziende non strategiche

ORE 22 Ascoli, strade “deserte”. Poca gente anche nel centro commerciale

ORE 21.30 San Benedetto e Centobuchi, oltre 200 controlli su strade e non solo

ORE 20.30 Controlli anticontagio Covid-19, tre denunce a Grottammare

ORE 19:30 AGGIORNAMENTO GORES MARCHE Sale a 183 il numero dei morti, 30 in un giorno nella Regione Marche, numero massimo registrato dall’inizio dell’epidemia. 124 gli uomini, 59 le donne.

Età media 79,9 anni, il 98,7% con patologie pregresse.

131 decessi a Pesaro-Urbino, 27 Ancona, 10 Macerata, 14 Fermo, 1 Ascoli.

Qui il Pdf con tutti i decessi e gli ospedali.I decessi nelle marche al 21 marzo

ORE 18 DIRETTA PROTEZIONE CIVILE

Angelo Borrelli (capo Protezione Civile): totale dei guariti aumenta di 943 persone ed è 6072 in totale. I positivi incrementa di 4821; 22116 sono in isolamento senza sintomi o con 2857 in terapia intensiva, gli altri in ospedale. Incremento dei deceduti 793 deceduti (527 in Lombardia): conteggiamo tutti i deceduti, non distinguiamo tra per e con i deceduti.

Alitalia organizza il volo di 52 medici cubani che ci stanno aiutando.

Bisogna limitare al massimo gli spostamenti; ci sono delle esigenze che vanno assicurate; non possiamo garantire la fornitura della spesa per tutti. Sono state previste limitazioni alle attività lavorative non essenziali, ma ci sono filiere come quelle alimentare, servizi pubblici essenziali e servizi che devono essere garantire. Dopo di questo arriverebbe la chiusura totale del paese ma mi domando come potremmo fare la spesa se nei supermercati non arrivano dei generi alimentari.

I numero dei posti di terapia intensiva sono passati da 5 mila a quasi 8 mila; c’è il commissario Arcuri per potenziare le strutture; sono stati potenziati anche i posti di pneumologia. C’è una corsa contro il tempo, senza sosta e senza tregua. Al momento nel sud registriamo dei numeri fronteggiabili con quello che è stato messo in campo.

Bisogna evitare gli assembramenti quindi se l’orario di apertura degli alimentari è maggiore si diluisce la presenza.

Dobbiamo avere una uniformità di comportamento in tutta Italia, dobbiamo avere gli stessi orari dalle Alpi alla Sicilia.

Brusaferro (Iss): Il nostro report settimanale include una analisi epidemiologica in Italia e un allegato con andamento per comune, provincia e regione e un focus particolare sul tema dei deceduti.

Il dato rilevante è di alta circolazione dell’infezione, soprattutto nelle zone d’Italia purtroppo note per questo, sotto pressione come sapete, mentre in altre zone abbiamo numeri più contenute. Le misure restrittive adottate hanno la finalità di non avere una diffusione intensa come in alcune zone.

Ci conforta anche il fatto che altri paesi che purtroppo hanno una circolazione elevata stanno adottando misure come le nostre.

Le caratteristiche della popolazione colpita conferma lo scenario già indicato: età mediana è di 63 anni, per i morti si sfiorano gli 80 anni; uomini sono più colpiti; c’è un tempo di insorgenza tra sintomi e diagnosi di 5 giorni, ma dobbiamo vincere questa sfida.

I deceduti sono alti, anche il bilancio di oggi segna numeri importanti, ma quanto vediamo la caratteristica è quella che abbiamo tratteggiato nei giorni scorsi: età media attorno a 80 anni, presenza di letalità sopra i 70 o 80 anni, e dove le persone che sono affette da più patologie sono quelle più fragili e complicanze come insufficienza renale e respiratoria più rilevanti e i sintomi come febbre, tosse, difficoltà respiratorie.

Soffriamo di un dato importante, che è uno dei vanti del nostro paese, ovvero di avere una popolazione molto anziana ed età elevata e con buona sopravvivenza anche con molte patologie: questo virus crea quella forma di insufficienza che sbilancia un equilibrio faticosamente trattenuto. Questo tipo di caratteristica del virus fa sì che queste persone siano molto suscettibili.

Il numero di operatori contagiati è molto significativo ed è un motivo importante di preoccupazione.

Dobbiamo essere tassativi nel rispetto delle misure. Il Ministero della Salute ha dato un segnale forte per dire: non abbiamo ancora preso sul serio il pericolo che circola nelle nostre comunità, ci sono ancora occasioni in cui si prende la scusa di fare due passi per fare assembramenti; due passi sono sacrosanti ma non bisogna prendere la scusa per fare assembramenti, altrimenti andiamo a danneggiare le persone più fragili.

Gli anziani è bene che stiano a casa.

Bisogna trovare meccanismi di rispetto sistematico di rispetto di queste misure, altrimenti non saremo in grado di rallentare la diffusione di questo contagio.

Possiamo però rallentare la diffusione, come sta avvenendo in alcune regioni, tale che consenta al nostro sistema sanitario di offrire l’assistenza che aiuta a superare questa situazione. Questa è la misura chiave: rispettare le regole, se non lo facciamo non è solo un problema nostro ma è un problema di tutte la società e specialmente i più fragili.

Il punto chiave è il distanziamento, anche nei luoghi di lavoro: questo è l’elemento più importante di questa battaglia. Si possono fare altre riflessioni ma mi sento di ribadire questo.

In questa fase la curva dei contagi sta crescendo, dobbiamo vedere i provvedimenti dell’11 marzo ma dobbiamo vedere se i comportamenti non consapevoli o le vie di fuga non sono una furbata ma un problemi per tutti.

Una analisi dei decessi la stiamo facendo, parlando da persona di scienza cerco di parlare attraverso i dati, che abbiamo nel bollettino di ieri, si basano su una analisi delle cartelle cliniche. Queste persone, avanti negli anni, subiscono la polmonite del Covid-19 e finiscono per avere quel livello di insufficienza che sommandosi alle altre insufficienze compensate da farmaci o stili di vita finiscono per sbilanciare l’equilibrio di queste persone. Magari a chi è portatore di cancro terminale, o chi ha una insufficienza respiratoria.

Il numero è impegnativo ma sono concentrati in alcune fasce di età, che ovviamente è sempre preziosa in tutti noi ma ci dà anche il target di questo virus, motivo per cui chiediamo agli anziani di stare a casa. Abbiamo bloccato le case di riposo e proibito le visite, che è una iniziativa drammatica.

In tutte le regioni oggi c’è una circolazione locale: il problema non è se c’è l’infezione ma la sua curva. Oggi nella maggior parte delle regioni c’è una curva gestibile da parte del Sistema sanitario nazionale. Ma è quella che abbiamo oggi. Il numero dei casi che abbiamo è quella che ci portiamo dietro: i sintomi compaiono dai 4 ai 7 giorni, poi c’è il ricovero, poi nel caso il decesso.

La scommessa per il centro-sud è che queste curve possano essere limitate e che il numero di casi sia sostenibile dal nostro servizio sanitario.

Non sappiamo se la partita Atalanta-Valencia sia stato l’episodio zero scatenante la diffusione dell’epidemia. Credo sia importante, anche per gli abitanti di quelle zone mantenere in maniera rigorosissima le raccomandazioni e i comportamenti raccomandati. Quello che censiamo oggi sono dati di una settimana or sono per le infezioni, per i decessi da 10-15 giorni fa.

Colgo con apprezzamento il fatto che qui a Roma vedo delle file molto lunghe davanti ai supermercati, e le persone sono distanziate. So che c’è un disagio personale, ma colgo e apprezzo che c’è distanziamento. Questo è quello che dobbiamo fare.

La Lombardia ha avuto subito misure restrittive come a Codogno, dove le misure hanno portato ad una riduzione della circolazione del virus. Non mi sento di esprimere ipotesi perché dobbiamo avere dei presupposti scientifici da verificare. In questo momento in Lombardia dobbiamo supportare l’assistenza e rafforzare le misure per ridurre la circolazione. Purtroppo alcuni positivi si erano già liberati da quella zona per cui nel Bresciano, Bergamasco e la parte nord dell’Emilia ci sono contagi estesi: questo ci dice che il virus si muove per contiguità.

Le persone sotto ai 50 anni o sotto ai 40 avevano comunque altre patologie, e rispetto ai decessi standard mancava solo l’età. Quindi chi ha delle patologie che immunodeprimono devono stare protette.

Non mi avete mai sentito fare una previsione non perché non si possa o come istituto non proviamo ad immaginare, ma perché soffriamo di alcune assunzioni e in una fase epidemica in crescita e possono essere fuorvianti in ogni senso. Simulare sia doveroso e importante, ma bisogna sapere anche che le previsioni soffrono degli assunti con i quali vengono costruire.

Non siamo in grado di dire se siamo o meno vicino al picco. Le attese oggi, con le restrizioni adottate, ci dicono che la prossima settimana possiamo valutare quello che può avvenire. 

Abbiamo visto che nei comuni cinturati i nuovi casi sono scesi sotto l’1% e abbiamo la ragione di ritenere che l’estensione di misure un po’ meno draconiane ma su tutto il territorio possono dare il loro risultato.

ORE 17 Sanificazione a Centobuchi e Monteprandone, altro intervento nella notte tra il 21 e 22 marzo

ORE 14.15 Cupra, controlli di Municipale e Stradale. Piersimoni: “Restiamo a casa e sconfiggeremo Covid-19”. Parte la sanificazione

ORE 14 Nuova ordinanza, cento controlli a Grottammare. In azione Municipale e Carabinieri

ORE 12.40 I DATI DEL GORES

Nelle Marche 2153 casi, di cui 1186 a Pesaro, 564 Ancona, 238 Macerata, 82 Fermo, 50 Ascoli, 33 extra regione.

Totale test effettuati: 5740, test positivi 2153, test negativi 3587.

Totale ricoverati 883, in Terapia intensiva 141, non in terapia intensiva 622, in area post-critica 120, dimessi (in isolamento domiciliare) 54, guariti 2.

Ricoverati nelle strutture ospedaliere in terapia intensiva totale 141: Pesaro Marche Nord 36, Ancona Torrette 34, Senigallia 6, Fermo 10, Civitanova 8, Jesi 15, Urbino 6, Camerino 10, San Bendetto 8, Inrca Ancona 8.

Ricoverati in sub-intensiva totale 128: Civitanova 7, Camerino 8, San Benedetto 10, Pesaro Marche Nord 87, Ancona Torrette 16.

In isolamento domiciliare (positivi al Covid-19 accertati) 1115.

Deceduti 153.

Isolamento domiciliare (persone non accertate positive ma per precauzione in isolamento perché tornati da zone rosse, o potenzialmente in contatto con positivi o possibili positivi oltre che dimessi dagli ospedali e tornati nelle loro abitazioni): nelle Marche asintomatici 4524, sintomatici 840, totale 5364 – operatori sanitari*** 1285.

Ancona: asintomatici 1026, sintomatici 152, totale 1178 – operatori sanitari 125.

Pesaro: asintomatici 1867, sintomatici 442, totale 2309 – operatori sanitari 994.

Macerata: asintomatici 670, sintomatici 137, totale 807 – operatori sanitari 61.

Fermo: asintomatici 565, sintomatici 81, totale 646 – operatori sanitari 79.

Ascoli: asintomatici 396, sintomatici 28, totale 424 – operatori sanitari 26.

*** Operatori in isolamento: il dato per ora riporta il totale in assoluto, a partire dall’inizio, includendo anche quelli che sono usciti. Nei prossimi aggiornamenti arriverà il dato pulito. Il Gores ci sta lavorando

 

ORE 12.30 Ascoli, il Questore tra i fermati ai controlli anticontagio Covid-19: “Complimenti per scrupolosità”

ORE 12 Nelle Marche guariscono due persone. Ceriscioli: “Notizia molto buona”. Il numero dei dimessi sale a 45

ORE 11.30 Scuderia Ferrari Club di Castorano aderisce all’iniziativa dell’Asur “Emergenza Coronavirus”

ORE 11.25 Coronavirus, a San Benedetto accesso negato alla spiaggia

ORE 11.20 Coronavirus, 50 denunce a Martinsicuro da inizio emergenza: “Grazie alle Forze dell’Ordine”

ORE 11.15 Coronavirus, centinaia di controlli dei carabinieri in tutto il Piceno

ORE 11 Covid-19, tenta di sfuggire al controllo dei carabinieri scappando in bici: una denuncia a Grottammare

ORE 10.30 AGGIORNAMENTO GORES MARCHE

Sono 172 i nuovi positivi nelle Marche al 20 marzo in base ai dati forniti dal Gores, per un totale di positivi di 2153. Il dato segna un rallentamento rispetto al valore assoluto del giorno precedente e anche in termini percentuali. Fra poco tutti i dati.

Il dato odierno rappresenta una frenata nell’aumento dei positivi, che questa settimana è praticamente dimezzato rispetto alla settimana precedente in termini di incremento percentuale.

Da segnalare, nonostante il notevole numero di tamponi analizzati (570), la percentuale di quelli positivi sia scesa al 30%, dato che mancava all’8 marzo quando però i tamponi furono appena 216.

ORE 10 15 milioni dalla Banca del Piceno


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