SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “L’emergenza Coronavirus ha modificato i modi, non lo spirito né la costanza della nostra azione”. Così Massimo Capriotti, Responsabile del Banco Alimentare Marche, Magazzino di San Benedetto del Tronto, ha sintetizzato il lavoro del Banco Alimentare locale che interessa le province di Ascoli, Fermo, Macerata e alcuni comuni della provincia di Teramo.

“I dati dell’ultimo periodo disponibile – prosegue Massimo Capriotti – ci dicono che abbiamo recuperato e redistribuito circa 1080 tonnellate di alimenti a 100 strutture caritative, che a loro volta hanno sostenuto circa 14.352 persone in stato di bisogno. Non abbiamo intenzione di fermarci”.

Il lavoro del Magazzino sambenedettese del Banco Alimentare dunque non si ferma, però i volontari hanno adottato delle procedure di sicurezza, di cui parla Francesco Galieni: “Le attività di borsisti e tirocinanti sono sospese fino al 3 aprile prossimo, in base ad una circolare del Comune di San Benedetto. Gli altri volontari sono tutti operativi e dotati di sistemi di respirazione facciale filtrante e con guanti e mascherine effettuiamo i ritiri di merci presso le aziende. Per quanto riguarda le consegne agli enti, prendiamo appuntamenti a mezz’ora di distanza tra un ente ed un altro”.

Ulteriori precauzioni riguardano il meccanismo di consegna presso la sede del Banco Alimentare, al Centro Agroalimentare di San Benedetto del Tronto, prosegue Massimo Capriotti, perché “la distanza prevista dai decreti è rispettata tra noi volontari e nei confronti dei responsabili degli enti. Ricevuto l’ordine, una media di 10 quintali di alimenti per singola Onlus, lo prepariamo e lo posizioniamo su un bancale e, una volta che ci siamo allontanati, i volontari dell’ente prendono le casse e le caricano”.

Il Banco Alimentare, Magazzino di San Benedetto del Tronto, è rifornito di beni come di consueto e sente la vicinanza delle istituzioni locali: è recente, ad esempio, la consegna di derrate alimentari da parte del Comune di San Benedetto del Tronto, prontamente inviate agli enti che ne hanno fatto richiesta.

“E’ sempre importante – conclude Massimo Capriotti – che le aziende continuino a sostenerci attraverso le donazioni delle eccedenze. In questo momento critico, a maggior ragione, aiutateci a fare il nostro lavoro, quello di non abbandonare i poveri”.


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