SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “La questione è più grande di tutti noi: al momento non possiamo che prefigurare degli scenari e cercare di attenuare per il poco che ci compete gli eventuali effetti negativi della diffusione del coronavirus. Si devono sempre moderare le parole, in situazioni come questa”: a parlare è Gaetano De Panicis, imprenditore turistico sambenedettese e presidente dell’Associazione Albergatori Riviera delle Palme. Il tema, ovviamente, è il coronavirus, la cui diffusione – iniziata in Cina ma che ha poi coinvolto tutto il mondo, Italia compresa – rappresenta una seria minaccia, oltre che per la salute, anche per l’economia, turismo in primis.

“Siamo passati in questi anni per altre emergenze, sia la crisi economica che il terremoto del 2016, ma questa è una cosa diversa. Possiamo fare degli scenari che potrebbero riguardare alberghi, chalet ed esercizi commerciali – continua – Si va da quello più negativo, secondo il quale l’epidemia non si arresterà ma si espanderà e diventerà davvero un problema mondiale: con le economie aperte, non potremo fare granché e la situazione rischierebbe di essere tragica per tutti, per le aziende ma anche agli enti locali che vedrebbero crollare i tributi”.

“Oppure c’è lo scenario più favorevole in base al quale dopo Pasqua, a fine aprile, le cose potrebbero cambiarsi grazie all’azione di contrasto in corso, e dunque la stagione potrebbe essere quasi nella norma, forse leggermente negativa, soltanto con qualche ritardo” afferma De Panicis.

“Certamente in questo momento la situazione si è bloccata, in termini di prenotazioni, ma in caso di scenario positivo crediamo che ci possano essere margini per recuperare. Se invece lo scenario sarà negativo, potremo fare ben poco e pensare a ipotesi di marketing o addirittura scontistica non è risolvere un problema enorme e di portata globale” aggiunge.

“Il problema del terremoto lo abbiamo risolto in due modi: è accaduto a fine agosto e abbiamo avuto il tempo di spiegare che in Riviera non avevamo avuto problemi, inoltre ospitando i cittadini dell’entroterra nei nostri alberghi la Rai o Sky o Mediaset realizzavano di continuo servizi e quella fu un pubblicità e una certificazione di sicurezza per chi ci ha visto. Stavolta non c’è pubblicità o marketing che tenga” ci spiega De Panicis.

“Per Pasqua le disdette ci sono già state ma non era possibile altrimenti: ai cittadini vengono date indicazioni ai cittadini nelle quali si afferma di non spostarsi dalle zone più a rischio e di stare a distanza di un metro dagli altri: situazioni inedite e impensabili fino a poco fa. Io credo che il Comune potrebbe intervenire attraverso un’opera di pulizia e sanificazione rigorosa, con molta enfasi sull’igiene cittadina. Parlo anche di una raccolta rifiuti particolarmente attenta e fin dalle primissime battute della stagione: magari per qualla in corso non darà risultati ma potrebbe aiutare per l’anno venturo” consiglia il presidente.

Anche le fiere del turismo, solitamente previste per questo periodo, sono state annullate e spostate al mese di aprile: “Ci andremo, tutto sta avendo uno slittamento. Una speranza residua è, considerando che ovunque il turismo dall’estero avrà una grande flessione, la possibilità che il turismo italiano compensi questo calo. Sempre nell’ottica dello scenario positivo. E con il governo che magari aiuti chi non si trova nella zona rossa: perché se dalle aree più colpite non parte nessuno, è anche vero che i contraccolpi si faranno sentire anche da noi”.

“Non possiamo che sperare positivamente e che grazie all’azione del Sistema Sanitario Nazionale l’attuale livello di allerta rientri nel corso delle settimane a venire, preservando l’integrità della stagione turistica estiva” conclude De Panicis.


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