GIULIANOVA – Un’altra brutta storia da “Codice rosso”, stavolta proveniente dal Teramano.

Il 6 marzo i Carabinieri di Giulianova hanno arrestato un 53enne e portato in carcere per aver minacciato di morte moglie e figlia. Purtroppo non era la prima volta.

Il 23 novembre scorso, infatti, i militari denunciarono l’albanese ma residente a Giulianova, per maltrattamenti in famiglia nei confronti appunto della moglie e della figlia.

A dicembre 2019 il Gip di Teramo, concordando con le indagini svolte dall’Arma in merito alla vicenda, emise una serie di provvedimenti di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese, nonché alla loro abitazione. L’uomo però non si arrese e continuò a minacciare la consorte, violando ripetutamente il divieto impostogli.

Il 15 febbraio, nel pomeriggio, per ben due volte si presentò all’abitazione della moglie minacciandola di morte e tentando di sfondare la porta d’ingresso di casa. La pervicacia dell’uomo fu tale da recarsi la seconda volta addirittura subito dopo essere stato condotto in caserma poche ore prima.

Ieri mattina il problema si è ripresentato con l’ennesimo intervento della pattuglia dell’Arma per fermare la violenza del 53enne ma riusciva ad allontanarsi poco prima dell’arrivo dei Carabinieri, facendo perdere le sue tracce. Questa mattina l’uomo è tornato a casa della moglie e della figlia minacciandole di morte, in particolare tagliando loro la gola e dando fuoco a loro e all’abitazione.

Questa volta, grazie al tempestivo intervento della pattuglia del Nucleo Radiomobile di Giulianova, il 53enne veniva intercettato proprio sotto casa e tentava subito di fuggire, venendo rincorso a piedi dai Carabinieri e bloccato poco lontano. Per l’uomo si sono quindi aperte le porte del carcere di Teramo, dopo le formalità di rito in caserma.


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